Tra poesia e prosa tre autori al Venturi di Modena
Incontro con Alberto Bertoni, Emilio Rentocchini Santagata: «Un volume che rappresenta la maturità e anche un cambio di rotta»
MODENA. Attenti a quei tre. I soliti tre che riescono a mantenere alto il nome della poesia a Modena. Li lega un'amicizia di vecchia data, l'impegno di organizzare da 13 anni Poesia Festival nelle Terre di Castelli, ma anche la pratica attiva del verso, dai toni quotidiani, radicato nella realtà dell'uomo. Roberto Alperoli, Alberto Bertoni e Emilio Rentocchini sono ritornati sulla scena con un nuovo libro.
Sei anni fa la raccolta di liriche “Recordare”, ora il volume “Come cani alla catena” (Incontri editrice, pp.136, 15 euro) presentato ieri alla stampa presso la Trattoria Stefani di Colombaro, dove è stata creata cinque anni fa, la Saletta della Poesia, con la collaborazione dello chef Marcello che propone ora gli “Amaretti di Poesia” con un cartoncino che reca testi di quaranta poeti. Il volume è particolare perché stabilisce un colloquio tra poesia e prosa. Non ha dubbi Marco Santagata, a cui si deve l'introduzione, che «si tratta di un libro che segna un passo avanti, rispetto a “Recordare”. C'è, da una parte, una maturazione e dall'altra un cambio di rotta. Vale la pena guardarlo, leggerlo. Il libro è un buon libro quando si arriva a leggerlo fino alla fine. Io raramente arrivo in fondo quando leggo un romanzo. Mi fermo quasi sempre molto prima».
Già il titolo diventa intrigante. Avrebbe dovuto essere “Diario di amicizia”, ma anche su sollecitazioni di Santagata, si è giunti a “Come cani alla catena”. Perché del cane Nando parla Alperoli in 36 pagine che si offrono come «diario pensato in una forma puramente privata. Non pensavo mai - dice l'autore - di pubblicare quello che avevo scritto per un dovere morale, per un sentimento nei confronti di un essere (il cane) che rappresentava molto di più di se stesso. Rappresentava una famiglia estinta, un luogo estinto. E lo scritto è rimasto in una cartellina. Senza pretese...».
Invece, proprio questo diario, che acquista valore autobiografico, ha dettato il titolo “Come cani alla catena”. «Un titolo efficace - evidenzia Alperoli - perché siamo tutti alla catena del tempo, della finitezza, della fragilità e della memoria che è fondamentale per tenere insieme la nostra vita e si faccia ciò che si ama. Ma dobbiamo anche arginarla, dandole il giusto peso».
«In un mondo massificato di oggi - sostiene Bertoni - siamo tutti un po' cani alla catena. Questo lavoro a tre voci ci tiene uniti, e afferma il valore della poesia, che ha un aspetto marginale nella nostra società». E la sezione in 38 pagine di Bertoni, di sapore autobiografico, è un assemblaggio di testi in prosa e poesia, contiene prosa e il meglio della poesia che va dai versi scritti a 12 anni a Marina di Carrara fino alla Metamorfosi, indicando come Alberto si sia spogliato, nel tempo, degli aspetti più letterari per manifestare il suo nudo sentire. I suoi sono testi anche dolenti, ironici con una vitalissima e consapevole malinconia.
Sorprende Rentocchini con le ottave, «adatte allo stornello, ai poemi cavallereschi, con cui Emilio - spiega Santagata - raggiunge la cima, parlando di filosofia in termini tecnici. Una novità che lascia stupiti. Fa dell'ottava un oggetto umile da collocare al vertice della ricerca». Un poeta incontenibile con il montaggio delle parole che si fanno pensiero e riflettono su “l'ora non vera”, ambigua che non si riesce a decifrare. Il libro sarà presentato sabato, alle 17, all'Istituto Venturi, in via Belle Arti. Con gli autori (Paolo Del Carlo al contrabasso e Claudio Ughetti alla fisarmonica) dialogherà Franco Guerzoni. Le immagini del volume (una di Andrea Capucci) sono di allievi del Venturi, seguiti dai docenti Margherita Mantovani e Enrico Ferri.
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