Gazzetta di Modena

“La Bibbia” di Cevoli a Modena: ironia e riflessione per una rilettura pop

di Nicola Calicchio
“La Bibbia” di Cevoli a Modena: ironia e riflessione per una rilettura pop

Apre la nuova stagione della rassegna “Comici” al Teatro Michelangelo.

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MODENA. Sarà Paolo Cevoli ad aprire la nuova stagione della rassegna “Comici” al Teatro Michelangelo. L’attore romagnolo, alle 21 di oggi, 3 novembre, porta in scena “La Bibbia”, per la regia di Daniele Sala. La quarta produzione teatrale dell’attore, che si è fatto conoscere dal grande pubblico sia sul piccolo che sul grande schermo, porta in scena un mondo affollato di personaggi antichi quanto moderni. E se Dio assume le sembianze di un capocomico, ecco arrivare anche quel sempliciotto di Adamo con la scaltra Eva, lo sfortunato Giobbe deriso dalla moglie e il furbetto Davide impegnato a studiare come vincere Golia.

Paolo, perché proprio la Bibbia?

«Da quando ho cominciato a lavorare a Zelig ho sempre fatto spettacoli teatrali, e mi sono sempre piaciuti quelli storici e questo meccanismo di andare indietro nel tempo, di mettermi in determinate situazioni e curiosare come se potessi utilizzare la macchina del tempo. Un giorno il regista Daniele Sala e il produttore Roberto Gemelli mi hanno detto che ho questo dono di riuscire a raccontare le storie dell’Antico Testamento e della Bibbia come non lo fa nessuno e che sarebbe stato bello fare uno spettacolo su questo tema perché la gente vuole sapere, c’è curiosità, e allora mi sono messo a studiare quasi un anno e mezzo, mi sono fatto aiutare da gente esperta, ed è uscito questo spettacolo di cui sono veramente molto contento e penso sia il più bello che abbia fatto finora, quello che fa più ridere e che ha più contenuti».

La Bibbia è un po' la storia di tutti?

«Ognuno ci si può ritrovare. È una rilettura in chiave pop del “libro dei libri” e, visto, il successo che sta avendo lo spettacolo, penso di aver fatto la scelta giusta».

In che modo ti sei confrontato con un testo tanto impegnativo trovandovi una chiave “pop”?

«Prima di tutto cercando di capirlo a fondo. Mi hanno aiutato alcuni testi e degli studiosi che mi hanno preso per mano. Andando a fondo ho scoperto che la Bibbia è un testo complesso ma in fondo ha una sua origine “pop”. La maggior parte sono storie tramandate dagli antichi ebrei in modo orale attorno ad un fuoco. Più pop di così».

Nello spettacolo c’è anche una parte musicale.

«Esatto, ho voluto raccontare le stesse storie anche con le canzoni di Sanremo che secondo me parlavano degli argomenti della Bibbia, interpretate da tre cantanti jazz: Daniela Galli, Cristina Rinaldi e Silvia Donati. Siccome io dico, durante lo spettacolo, che la Bibbia è una commedia leggera, più leggero di Sanremo non c’è niente».

Hai trovato difficoltà nell'allestimento?

«Ho studiato parecchio ma è filato tutto liscio».

Perché piace lo spettacolo?

«È divertente, rilassante e mentre lo guardi e ridi dici “porca miseria non mi sarei aspettato di trovare anche questo tema”. È quello che la gente vuole oggi, divertimento, contenuto, ma anche emozioni e poesia. Sono legato a Modena, la gente mi vuole bene e me lo dimostra facendo sempre, anche questa sera, il tutto esaurito».

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