La purezza si nutre di inchiostri
di Michele Fuoco
Alla Galleria ArtSì i nuovi lavori del francese Jean-Luc Simonini e del cinese Sun Xinyi
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MODENA. Inchiostro di china o pigmenti di soluzione a base di acqua impiegano il francese, di origini italiane, Jean-Luc Simonini e il cinese Sun Xinyi, che vivono a Parigi, impegnati nella mostra, fino al 15 novembre, alla Galleria ArteSì, in via Fonte d'Abisso. La docile materia su carta garantisce l'assoluta naturalezza dell'immagine che, in una tensione rappresentativa, tra figurazione e esiti informali, pare serbare il colore della memoria, per esprimere l'indicibile. Le opere di Simonini rifiutano ogni ricercatezza per affidarsi ad un linguaggio, di tono particolarmente pacato, che gronda di emozioni e di pensieri e si fa comunione con la realtà, recuperata nella decantazione delle forme che dispiegano una dolcezza di immagine astratta, come nelle “viti di Massimo”, nell'insieme di pescolini, gamberi... Levità e purezza determinano il carattere di un'arte educata, dove l'umanità è sempre presente, in quanto l'artista ha attraversato esperienze differenti che hanno educato e raffinato il suo sguardo, la sua sensibilità. In questa dimensione si pongono l'autoritratto, Africa, “l'uccello di fuoco”, “il sacro della primavera”, bolero, quasi a riflettere la sua immersione nel mondo della danza. Simonini, figlio d'arte (suo padre Pierre è famoso scenografo e pittore) lavora come costumista e scenografo di numerosi spettacoli per Rudolf Nureyev all'Opera di Parigi, per i balletti di Montecarlo, per Jean-Christophe Maillot e altri maestri. Ecco perché la sua pittura, di sobrietà di toni, è di natura intimistica e diventa storia individuale. L'idea di un'arte pura si afferma anche nelle opere di Sun Xinyi, appassionato di filosofia taoista, che ha studiato arte anche in Giappone, presso l'Università di Tama, prima di stabilirsi a Parigi dove la sua assidua ricerca lo ha portato a cercare una convivenza pacifica tra arte occidentale e quella orientale. I fiori (orchidee, peonie,crisantemi...). i paesaggi (villaggio provenzale, montagne nevose, cortine di bambù, alba nella foresta, paesaggio song, castello nella nebbia) vengono affidate a leggere e vibranti modulazioni per offrirsi come dolci modulazioni sentimentali, moti segreti, sottili variazioni dello spazio intimistico. Le immagini sembrano radicate nell'innocenza della natura che l'artista ama concepire come rifugio di vita contemplativa e di meditazione, di grazia serena, santuario di riposo. «Dal Buddismo - nota Tessi Mori, curatrice della mostra - Sun richiama la conquista della pace interiore, le pause». Con il suo lavoro l'artista cinese rinnova il legame con la l'antichissima tradizione culturale orientale.
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