Gazzetta di Modena

Vetrano e Randisi in “Totò e Vicé” al Dadà

Vetrano e Randisi in “Totò e Vicé” al Dadà

Al Dadà di Castelfranco la storia di due poetici clochard sa un testo di Franco Scaldati

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CASTELFRANCO. Alle 21 di venerdì 10 ittobre al Teatro Dadà di Castelfranco va in scena “Totò e Vicé” di Franco Scaldati. Con una quasi quarantennale collaborazione sul palcoscenico, nella scrittura e nella guida degli attori, Enzo Vetrano e Stefano Randisi (nella foto) hanno scelto, per esprimere la loro poetica, la doppia identità, sovrapponibile e contraria, di Totò e Vicé. Poetici clochard nati dalla fantasia di Franco Scaldati, poeta, attore e drammaturgo palermitano recentemente scomparso, Vetrano e Randisi si sono subito ritrovati nelle parole, nei gesti e nei pensieri di Totò e Vicé. Due personaggi teneri, legati da un’amicizia reciproca assoluta, che vivono di frammenti di sogni in bilico tra la natura e il cielo, in un tempo imprendibile tra passato e futuro, con la necessità di essere in due, per essere. «Ci sono dei temi ricorrenti nella drammaturgia di Franco Scaldati - affermano Enzo Vetrano e Stefano Randisi - che stiamo pian piano attraversando, prima con Totò e Vicé, poi con Assassina e ora con l'ultimo lavoro a cui ci stiamo dedicando, Ombre folli. Così stiamo completando una sorta di giro di conoscenza. Gli elementi della drammaturgia di Scaldati che più ci attirano e che più caratterizzano la nostra vicinanza a questo autore sono le sue coppie di personaggi, che sono davvero uno lo specchio dell'altro, se non a volte un unico personaggio. Ci siamo resi conto che le battute sono intercambiabili: c'è come un'identità sdoppiata in ogni figura». Biglietti in vendita dalle 20.
 

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