Gazzetta di Modena

Modena. Guccini: così portai Bertoli fuori dai confini emiliani

di Nicola Calicchio
Modena. Guccini: così portai Bertoli fuori dai confini emiliani

L’artista, premiato al Teatro Storchi, ha ricordato il cantautore sassolese e il suo esordio a Milano. Riconoscimenti a Cristicchi, The Zen Circus e Tazenda

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MODENA. Il Premio Pierangelo Bertoli ha appena pochi anni di vita, ma è già diventato adulto, una delle manifestazioni di punta dedicate alla musica: lo dimostra il “tutto esaurito” fatto registrare sabato, al Teatro Storchi, dove si è svolta la premiazione della quinta edizione con la direzione artistica di Alberto Bertoli e Riccardo Benini (e presentata da Andrea Barbi).

Il “Premio Pierangelo Bertoli” quest'anno è stato assegnato a Francesco Guccini, patrimonio culturale della terra emiliana. È ritenuto uno degli esponenti di spicco della scuola dei cantautori italiani ed i testi dei suoi brani vengono spesso considerati componimenti poetici, materia di insegnamento nelle scuole come esempio di poeta contemporaneo. Il Premio (assegnato a un cantautore italiano di comprovata carriera di successo e con almeno quindici album all'attivo) è stato assegnato negli anni scorsi agli Stadio, Luca Carboni, Eugenio Finardi ed Enrico Ruggeri.

L'ingresso sulla scena di Guccini - che salito sul palco, ha ricordato momenti della propria infanzia - è stato preceduto da Alberto Bertoli e la band storica di Pierangelo capeggiata da Marco Dieci (che ha accompagnato dal vivo tutti gli artisti in gara), con l’esecuzione di alcuni classici del cantautore che ha ricevuto il Premio dalle mani di Bruna Pataccini, vedova dell’artista sassolese.

Fu proprio Guccini a far uscire Pierangelo Bertoli dagli stretti confini emiliani in cui musicalmente si stava muovendo, facendogli aprire un concerto a Milano. «È stato tutto merito di Caterina Caselli - ha ricordato Guccini - che mi aveva chiesto di fare suonare Bertoli e il suo gruppo. In quel periodo ero tornato a Modena poiché i miei genitori avevano lasciato Bologna. Il mio chitarrista Flaco Biondini collaborava anche con Pierangelo, c'era una legame diretto. Le sue canzoni avevano un carattere forte, ma non violento. In quel periodo in Emilia c'era un fermento musicale notevole e alla base c'era la civiltà contadina. In campagna si cantava sempre e la musica era in ogni famiglia. Questa eredità ha fatto sì che da noi sbocciassero tanti artisti».

Guccini si è poi congedato dal pubblico raccontando la sua iscrizione alla Siae (su suggerimento di Guido De Maria) e la nascita dell'amicizia con Bonvi. «De Maria mi disse che aveva bisogno di un disegnatore che fosse in grado anche di sceneggiare. Così gli presentai Bonvi, declinando ogni responsabilità...» .

Nel corsi della serata sono stati attribuiti anche altri premi. A Simone Cristicchi è andato il “Premio Italia d'Oro”, per il suo impegno nel descrivere la situazione politico-sociale contemporanea; il “Premio Per dirti t'Amo” lo ha vinto la band The Zen Circus, per la loro elevata sensibilità verso il tema dell'amore anche sul piano universale; il “Premio a Muso duro” al gruppo musicale Tazenda, per la loro capacità di affrontare il tema dell'anticonformismo e dall'indipendenza intellettuale. Con Alberto Bertoli i Tazenda hanno interpretato l'immancabile “Spunta la luna dal monte”.
 

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