Gazzetta di Modena

“Modern Art” di Nina Zilli reggae, urban e positività per il live che arriva al Vox

di Emanuele Carrafa
“Modern Art” di Nina Zilli reggae, urban e positività per il live che arriva al Vox

Stasera a Nonantola il suo nuovo “Modern art”, uscito a settembre per la Universal

3 MINUTI DI LETTURA





NONANTOLA. Arriva stasera a Nonantola il caravan multicolor di Nina Zilli, che presenta al Vox il suo nuovo “Modern art”, uscito a settembre per la Universal.

A quale forma di arte moderna ti riferisci?

«L'arte moderna a cui faccio riferimento in realtà affonda le sue radici in un passato recente, penso alla mia infanzia e adolescenza, agli anni Novanta. Allora i ritmi della nostra vita non erano ancora scanditi da Internet. Penso a quando avevo il tempo di combattere la noia passeggiando o mettendo su un vinile e ascoltando musica stesa per terra nella cameretta della mia migliore amica. Oggi anch'io, come tutti, getto via minuti preziosi per star dietro ai social o al cellulare».

Infatti il brano che apre l'album, “Domani arriverà (Modern art)”, inizia proprio con i versi “Lo so che moriresti senza Internet”...

«Esattamente. Ho scritto i pezzi tra Milano e la Giamaica e l'intero album è dominato dall'opposizione urban/tropical. Tutto il “malloppo” è poi finito nelle mani del mio produttore, Michele Canova, che mi ha aiutata a riordinarlo. L'intenzione era quella di creare un disco che fosse un concentrato di energia e positività, dove mescolare le sonorità reggae e i suoni urban del sintetizzatore e della drum machine. Nel contenuto è un disco pacifista. Uno dei brani dell'album (“Come un miracolo”) l'ho scritto dopo i tragici fatti del Bataclan di Parigi di due anni fa. Di questi tempi c'è davvero bisogno di positività».

Questa attenzione per il reggae riaffiora dal passato?

«Sì, il reggae è una mia vecchia passione. “Legend” di Bob Marley mi ha conquistata fin dal primo ascolto. Ma nell'album non c'è solo musica “in levare”. Ho cercato di spaziare tra i generi, assecondando quelli che sono i miei gusti musicali. Non è un mistero che sono un'appassionata di soul e r'n'b. Tuttavia credo che la musica trascenda i generi, le etichette. Quando scrivo non penso ad un target di riferimento; se ci pensi lo stesso Bob Marley non è semplicemente un artista reggae, la sua musica appartiene a tutti, è capace di emozionare e far riflettere generazioni anche distanti fra loro».

L'album ha un’importante produzione, come sarà dal vivo?

«Sarà una bomba! Nel live cercheremo di riproporre i suoni dell'album, che ha sì una grande produzione, ma è comunque molto suonato. Sarà emozionante per il pubblico sentire il basso e la batteria dei brani che rimbombano dentro. Durante il concerto ci sarà anche un dj che “scratcherà” dal vivo».

In questo lavoro ci sono anche tante collaborazioni.

«Al disco hanno collaborato tanti artisti, italiani e non. Per esempio i britannici Obi e Uche Ebele, due pazzi scatenati, adoro il loro sound. E poi Calcutta e Tommaso Paradisi tra gli altri. L'unico featuring è quello di J-Ax, che mi accompagna in “Butti giù”, un rap tirato, una sorta di inno alla rivolta».

Una piacentina che fa musica cosmopolita. In cosa è possibile riconoscere la tua anima emiliana?

«Sicuramente direi che la grinta e la determinazione sono gli elementi distintivi del mio essere emiliana, quelli che mi vengono in mente pensando alla mia famiglia, alla mia storia. Non ho paura di nulla - o quasi. Ma cerco di affrontare le difficoltà facendo leva sulla forza d'animo».

Solo un'ultima domanda: tornerai a Sanremo?

«Ti rispondo così: cado dalle nubi - citando una recente dichiarazione di un altro piacentino illustre».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google