mese della scienza
Monologo quantistico al Biagi
MODENA. Alle 21 di oggi, all’Auditorium della Fondazione Marco Biagi (in largo Marco Biagi 10), il “Mese della scienza” delle biblioteche comunali e dell’Università porta in scena il “Monologo...
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MODENA. Alle 21 di oggi, all’Auditorium della Fondazione Marco Biagi (in largo Marco Biagi 10), il “Mese della scienza” delle biblioteche comunali e dell’Università porta in scena il “Monologo quantistico” di Gabriella Greison, che ne è autrice e interprete.
La rappresentazione prende le mosse da una celebre fotografia scattata a Bruxelles nell'ottobre del 1927: in posa 28 uomini e una donna, Marie Curie, quasi tutti fisici, 17 dei quali erano già o sarebbero diventati premi Nobel (Marie Curie per ben due volte, per la Chimica e per la Fisica). Tra loro anche Einstein, Bohr, Compton, Bragg, Langmuir, solo per citarne alcuni. L'occasione è il quinto Congresso Solvay, da cui inizia la rivoluzione quantistica che cambierà la fisica del XX secolo. Menti eccelse e brillanti, ma anche uomini e donne con le loro debolezze e le loro piccole manie, che Greison restituisce mixando Storia e storie, realtà e fantasia, fisica e pettegolezzi. Lo spettacolo rievoca con foto, musica, video e storytelling quei ritrovi che Einstein chiamava “Witches’ Sabbath” (il riposo delle streghe). Ingresso gratuito.
La rappresentazione prende le mosse da una celebre fotografia scattata a Bruxelles nell'ottobre del 1927: in posa 28 uomini e una donna, Marie Curie, quasi tutti fisici, 17 dei quali erano già o sarebbero diventati premi Nobel (Marie Curie per ben due volte, per la Chimica e per la Fisica). Tra loro anche Einstein, Bohr, Compton, Bragg, Langmuir, solo per citarne alcuni. L'occasione è il quinto Congresso Solvay, da cui inizia la rivoluzione quantistica che cambierà la fisica del XX secolo. Menti eccelse e brillanti, ma anche uomini e donne con le loro debolezze e le loro piccole manie, che Greison restituisce mixando Storia e storie, realtà e fantasia, fisica e pettegolezzi. Lo spettacolo rievoca con foto, musica, video e storytelling quei ritrovi che Einstein chiamava “Witches’ Sabbath” (il riposo delle streghe). Ingresso gratuito.
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