Gazzetta di Modena

Piccole meraviglie in xilografia

di Michele Fuoco
Piccole meraviglie in xilografia

Al Centro Studi Muratori i maestri documentano la preziosa tecnica nel primo Nocevento 

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Trenta maestri della xilografia al Centro Studi Muratori per documentare, con più di 70 opere, l'attività incisoria del primo Novecento, l'importanza di una tecnica che ha permesso anche agli editori di impiegare immagini d'arte, belle e leggibili, per le copertine dei loro libri, e per corredare gli scritti con aspetti visivi. L'illustrazione di libri risale al XV secolo. E fa piacere che tra i maestri ci sia il modenese Benito Boccolari (1888-1964) che ha partecipato, dal 1912, ben sette volte alla Biennale di Venezia, con opere xilografiche che è possibile ammirare nella mostra in via Castel Maraldo 19. Incideva per “filo” col coltelluccio che usavano gli xilografi del Cinquecento. Dallo scavo del legno l'artista, titolare della cattedra di terrecotte e stucchi all'Istituto Venturi, veniva alla luce una ricchezza di particolari, come evidenziano “Giulia”, “il focolare”, “passeri” e “funghi”. I suoi legni originali si proponevano in modo impeccabile all'illustrazione dei “Classici del ridere” dell'editore Formiggini. La mostra ha anche carattere didattico, non solo perché nella saletta c'è il torchio impiegato 25 anni fa per l'ultimo corso di xilografia a Modena tenuto da Gennaro Pisco, presso il Centro Muratori, ma anche per accostarsi alla comprensione delle varie caratteristiche della xilografia: quella ottenuta da una tavola tagliata nel senso delle fibre, come accadeva in tempi remoti per illustrare i libri; e xilografia di “punta” che «si ha quando - spiega il curatore Giancarlo Corrado - la tavola di legno (pero, ciliegio) da incidere viene tagliata perpendicolarmente». Di fascino le immagini a colori ottenute con l'impiego di più matrici. Tra i nomi famosi citiamo Mino Maccari con la sua opere di satira di costume, Felice Casorati con “il gioco” e “dormiente”, Lorenzo Viani con la famiglia di migranti, il pescarese Alessandro Pandolfi con le ricamatrici e l'autoritratto, il romano Pablo Morbiducci con il ritorno del legionario. Raffigura ragazze di Sardegna il caricaturista Remo Branca. Hermes e maternità sono di Adolfo De Carolis, la giovinetta di Domenico Baccarini, il ritratto di Benvenuto Disertori. Spiccano San Sebastiano, suonatrice, uomo con tigre e Clara del faentino Francesco Nonni, autore pure di un chiaro di luna. Paesaggistiche sono le xilografie (viale, pascolo, villa d'inverno, quiete) di Giorgio Pianegiani, del Gruppo Romano Incisori, di Serafino Campi (mulino), di Guido Marussig (Venezia). Di Villani, pioniere dell'arte pubblicitaria, è esposto il mercato. Uno scorcio dall'alto è di Diego Pettinelli. Da segnalare l'ambra di Antony De Witt.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google