Gazzetta di Modena

Ombre e suoni di Basinski al Planetario di Modena

Ombre e suoni di Basinski al Planetario di Modena

Il musicista sperimentatore presenta l’album dedicato a David Bowie

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MODENA. Sarà lo statunitense William Basinski ad inaugurare con due esibizioni (il 24 novembre alle 21 e il 25 novembre alle 17) il percorso di appuntamenti che porterà alla nona edizione del NODE, festival internazionale di musica elettronica e live media che da sempre si svolge negli spazi della Galleria Civica.

Basinski, classe '58, è considerato tra i massimi esponenti della musica sperimentale e della sound art dei nostri giorni. Nasce come sassofonista e da vent'anni lavora in qualità di compositore, sperimentando in ambito para-jazzistico concentrando la propria ricerca musicale in particolare sui suoni "ritrovati", sui rumori e sui loop (ripetizioni cicliche di brevi sezioni musicali). Proprio alla tecnica del loop il musicista ha dedicato una serie di quattro lavori divisi in movimenti, "The disintegration loops" appunto, composta tra il 2002 e il 2003. Partendo da materiali e fonti analogiche, Basinski sviluppa le proprie composizioni sfruttando il naturale decadimento dei nastri di incisione magnetici e rielaborando successivamente i suoni in chiave digitale. Il suo utilizzo del nastro come materia prima delle suite intende rappresentare il permanere di una memoria profonda, che continua ad esistere nella ripetizione continua e quasi immutata dei suoni.

L’artista texano presenterà al Planetario Civico di Modena il suo ultimo album, "A shadow in time", dedicato alla memoria di David Bowie. Il suo ricordo di Bowie, figura fondamentale nella storia della musica contemporanea, è evocato come un’ombra perduta nel tempo che solo attraverso il proprio maestoso lascito – una monumentale produzione artistica - può realmente sfuggire alla morte e non svanire.

I due appuntamenti al planetario di Modena saranno accompagnati dalle luci di Orthographe, già attivo nel progetto Paradoxes. Il planetario di Paradoxes non è semplicemente lo spazio che accoglie l'esibizione musicale, ma in quanto dispositivo ottico manipolato al di là dei limiti del suo uso ordinario, permette allo spettatore di godere della fusione di suoni e musica e vivere un'esperienza unica.

Il dispositivo ottico del planetario, azionato da Marco Garoni (docente di astrofisica) interagirà infatti con l'esecuzione live del musicista, dando vita ad una performance inedita di musica e luci tridimensionali. Lo spazio del planetario si trasformerà così in un auditorium circolare dove lo spettatore potrà godere di un ascolto inconsueto. Il movimento delle costellazioni, dei pianeti e dei diversi fenomeni astronomici, pilotato in tempo reale, prenderà forma dalla musica, dialogando con gli effetti visivi. L'evento è realizzato col supporto ed il patrocinio di Regione Emilia Romagna, Galleria Civica di Modena ed Assessorato alla cultura del Comune di Modena.

Emanuele Carrafa
 

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