Campogalliano, Vito alla Montagnola racconta la Bassa di Zavattini e Fellini
CAMPOGALLIANO. Quando racconta, Vito ricrea tutto un mondo. Il mondo della sua infanzia, le radici della sua maschera emiliana. Lo farà anche nel pomeriggio di oggi a Campogalliano dove presenterà...
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CAMPOGALLIANO. Quando racconta, Vito ricrea tutto un mondo. Il mondo della sua infanzia, le radici della sua maschera emiliana. Lo farà anche nel pomeriggio di oggi a Campogalliano dove presenterà “Storie della Bassa” alla Montagnola di via Garibaldi 57, nell'ambito della rassegna CaTaMes!. L’inizio è per le 17. I protagonisti sono donne e uomini padani, personaggi zavattiani legati alla terra e al buon cibo e quindi all’amore, simboli di quell’identità che parte da Bertoldo, passa per Zavattini e arriva fino a Fellini, quello di Amarcord. Età diverse, generazioni differenti, esperienze con i segni delle stagioni sociali che si sono succedute con rapidi cambi di fondale in un’area geografica definita, la pianura bolognese. Dalla periferia urbana alla “Bassa”, dalle ex - risaie alle colture in serra, dal lavoro a domicilio all’orizzonte della “globalizzazione”: praticamente, il teatro dove, negli ultimi 50 anni, è cambiato tutto. Ogni personaggio parla in prima persona, esprimendosi in una sorta di monologo che porta in luce frammenti autobiografici, evocando quadri di vita vicini e lontani nel tempo. Talvolta le ricette, ritrovate nei ricettari domestici, sono rappresentate sul palcoscenico, come formule di un sentimento, come i suggelli metaforici degli affetti familiari. Dalla tavola parte una sequenza di ritratti a campo più largo, dove non è difficile scoprire il rimescolio di esperienze, di costumi, di linguaggi che ha segnato il paesaggio umano in questi ultimi decenni. Ci sono storie vere e storie inventate; personaggi fantastici e personaggi reali. Tutti sono accomunati dall’essere surreali, cresciuti dove la fame faceva fare i bambini e dove i circhi miseri di provincia erano costretti a cucinare i leoni che, magrissimi, non sfamavano nessuno. Uno spettacolo di atmosfere, che narra di un mondo che non c’è più, un universo affascinante, della Bassa che Zavattini amava descrivere con una riga, che quando c’è la nebbia diventa un tutt’uno tra cielo e terra. I biglietti si acquistano direttamente alla Montagnola prima dello spettacolo. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 059/525451.
Nicola Calicchio
Nicola Calicchio
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