Un omaggio all’enciclopedico Selmi
di Michele Fuoco
Inizia a Vignola un ciclo di incontri per ricordare il chimico, patriota e letterato
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VIGNOLA. Tante iniziative per celebrare, fino a maggio 2018, Francesco Selmi (1817-1881), grande chimico, patriota e letterato, nel bicentenario della nascita a Vignola. Incontro oggi alle 15, presso la Sala del Consiglio Comunale, per un pomeriggio di studi, dal titolo “Francesco Selmi, l’uomo. La forza degli esempi”, a cura della Biblioteca comunale a lui intitolata, della Fondazione di Vignola, del Gruppo di Documentazione Vignolese “Mezaluna - Menabue”, dell’associazione “Vignola e Identità”, dell’Università “Ginzburg” e delle Parrocchie di Vignola e Brodano. Per l'incontro, dopo i saluti del sindaco Pelloni, le relazioni di Marcello Dani, Giampaolo Grandi, Marcello Graziosi, Achille Lodovisi, don Fabrizio Martelli e Piero Venturelli. Ci saranno attori della Scuola di Teatro di Vignola. Conclusione del maestro Giovanni Bartoli, ultimo erede di Selmi e protagonista della donazione, dal 1996, al Comune di Vignola dell’archivio privato dello scienziato, Sarà presentata, a cura dell’associazione “Mezaluna”, una ristampa anastatica dell'Iconografia dei celebri vignolesi, volumetto del 1839 su iniziativa dello stesso Selmi. Al pubblico sarà donata una copia.
Tra gli appuntamenti quello sulla ritrattistica, con il coinvolgimento di artisti del territorio a partire dalle poche immagini del vignolese e della sua famiglia. Inoltre pubblicazione di un volume di racconti gialli, come protagonista lo scienziato Selmi, tra i fondatori della moderna medicina legale. È in corso, grazie al contributo della Fondazione di Vignola, la pubblicazione di una raccolta di scritti di Selmi in materia scientifica, politica e letteraria usciti sulla “Rivista contemporanea”, e la digitalizzazione di tutte le opere a stampa. Grande è il valore di Selmi, la cui attività scientifica, dopo la laurea in farmacia all'Università di Modena, è intensa e proficua.
Direttore, dal 1839 al 1842, del laboratorio chimico-farmaceutico della Società farmaceutica di Modena, lo scienziato svolge, con scarsità di mezzi e strumentazioni, ricerche che pongono le basi della chimica dei colloidi. Si dedica alla chimica biologica, studiando la coagulazione del latte. La sua attenzione va pure alla chimica tossicologica, con la scoperta delle “ptomaine”, sostanze che si formano nel processo putrefattivo del cadavere e confuse, a quel tempo, con gli alcaloidi venefici. Una scoperta di rilievo, tanto che il vignolese è chiamato per perizie in processi per avvelenamento. Da segnalare indagini su amnine patologiche, prodotte nel corso delle malattie infettive. A lui si deve, nel laboratorio torinese di Ascanio Sobrero, la scoperta del tetracloruro di piombo; nel 1856 inventa la pila a triplice contatto, applicata con profitto alle trasmissioni telegrafiche, nell'argentatura e doratura, nella galvanoplastica e nell'estrazione del rame. Tutti di prestigio gli incarichi: professore, nel 1867, di chimica farmaceutica e tossicologica all'Università di Bologna; curatore della monumentale Enciclopedia di chimica scientifica e industriale, dell'Utet. Animatore dell'insurrezione nel 1848 a Reggio Emilia, dove scrive proclami, articoli e fonda il "Giornale di Reggio". Rifugiatosi nel Regno di Sardegna, Selmi rifiuta l'amnistia concessa da Francesco V agli insorti e viene condannato per lesa maestà. E rifiuta la pensione concessa agli esuli. Lo scienziato chiede di lavorare e viene nominato professore di fisica, chimica e meccanica al Collegio Nazionale di Torino.
Tra gli appuntamenti quello sulla ritrattistica, con il coinvolgimento di artisti del territorio a partire dalle poche immagini del vignolese e della sua famiglia. Inoltre pubblicazione di un volume di racconti gialli, come protagonista lo scienziato Selmi, tra i fondatori della moderna medicina legale. È in corso, grazie al contributo della Fondazione di Vignola, la pubblicazione di una raccolta di scritti di Selmi in materia scientifica, politica e letteraria usciti sulla “Rivista contemporanea”, e la digitalizzazione di tutte le opere a stampa. Grande è il valore di Selmi, la cui attività scientifica, dopo la laurea in farmacia all'Università di Modena, è intensa e proficua.
Direttore, dal 1839 al 1842, del laboratorio chimico-farmaceutico della Società farmaceutica di Modena, lo scienziato svolge, con scarsità di mezzi e strumentazioni, ricerche che pongono le basi della chimica dei colloidi. Si dedica alla chimica biologica, studiando la coagulazione del latte. La sua attenzione va pure alla chimica tossicologica, con la scoperta delle “ptomaine”, sostanze che si formano nel processo putrefattivo del cadavere e confuse, a quel tempo, con gli alcaloidi venefici. Una scoperta di rilievo, tanto che il vignolese è chiamato per perizie in processi per avvelenamento. Da segnalare indagini su amnine patologiche, prodotte nel corso delle malattie infettive. A lui si deve, nel laboratorio torinese di Ascanio Sobrero, la scoperta del tetracloruro di piombo; nel 1856 inventa la pila a triplice contatto, applicata con profitto alle trasmissioni telegrafiche, nell'argentatura e doratura, nella galvanoplastica e nell'estrazione del rame. Tutti di prestigio gli incarichi: professore, nel 1867, di chimica farmaceutica e tossicologica all'Università di Bologna; curatore della monumentale Enciclopedia di chimica scientifica e industriale, dell'Utet. Animatore dell'insurrezione nel 1848 a Reggio Emilia, dove scrive proclami, articoli e fonda il "Giornale di Reggio". Rifugiatosi nel Regno di Sardegna, Selmi rifiuta l'amnistia concessa da Francesco V agli insorti e viene condannato per lesa maestà. E rifiuta la pensione concessa agli esuli. Lo scienziato chiede di lavorare e viene nominato professore di fisica, chimica e meccanica al Collegio Nazionale di Torino.
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