Gazzetta di Modena

Sabbie Mobili, favola comica per ritrovare se stessi

di Nicola Calicchio
Sabbie Mobili, favola comica per ritrovare se stessi

Roberto Ciufoli, Gaspare e Max Ciufoli i protagonisti della commedia di Benvenuti Una storia divertente che nasce nel ricordo di Andrea Brambilla, in arte Zuzzurro

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Roberto Ciufoli, Gaspare e Max Pisu sono i protagonisti della commedia “Sabbie Mobili, per la regia di Alessandro Benvenuti, in programma al Teatro Michelangelo di Modena da domani a giovedì, alle 21.

Di ritorno da una serata in Svizzera, due comici di successo i cui rapporti sono ormai logori e vicini alla rottura si imbattono con il loro Cessna in una strana nube nera che li farà precipitare in un luogo misterioso dove è possibile atterrare sui fili della luce “come le rondini”.

Qui incontreranno una strana e singolare creatura spuntata fuori da un cactus che comincerà ad interessarsi a loro.

Forse, proprio quando si è avuto tutto dalla vita, arriva un momento in cui si finisce per perdersi in quel troppo divenuto esagerato.

E per ritrovarsi, a volte, è necessario perdere tutto ciò che si è ottenuto e svanire per un po’ in una sorta di niente esistenziale.

È allora, quando di nuovo non si ha più nulla, quando non si è più da nessuna parte e i giorni hanno il sapore amaro della nostalgia, che si sente il bisogno di cercare la cosa più importante per ciascuno di noi: l’armonia, quel magico dono che ci permette di vivere coscientemente il bene e il male apprezzandone tutti i risvolti.

Abbiamo chiesto a Roberto Ciufoli se “Sabbie mobili” si può definire una favola comica.

«Mi sembra una buona definizione – spiega l'attore Roberto Ciufoli - La storia è molto surreale e fantasiosa con un tema importante: quella dell'amicizia ritrovata e di un rapporto da ristabilire. E' piuttosto difficile raccontare una trama così, ed è difficile anche essere catapultati in questo sogno a occhi aperti».

Si tratta di un viaggio alla ricerca di se stesso ?

«Soprattutto ad un rapporto da condividere. Duo vecchi comici che lavorano insieme da tanto tempo e sono arrivati ad un punto di rottura professionale. Si trovano improvvisamente in un luogo non luogo e da un cactus vedono apparire un angelo che si adopererà per fare ristabilire il loro rapporto».

Per ritrovarsi a volte è necessario perdere tutto ciò che si è ottenuto?

«Esattamente. I due protagonisti si ritrovano in questo deserto dove non c'è davvero nulla, soltanto un cactus. È una favola positiva che finisce in allegria, anche per il pubblico. Il pezzo più divertente della commedia è proprio il finale».

Lo spettacolo è stato portato in scena nel 1990, con il titolo “Sete”, da Zuzzurro, Gaspare e Pistarino. Voi avete apportato delle novità rispettto a quella rappresentazione?

«Il regista Alessandro Benvenuti ha modificato alcune battute perché qualcosa si era perso nel tempo. Alcuni valori come l'amicizia però restano sempre. Non c'è nostalgia ma solo allegria nel ritrovarsi. Una bella favola che si sviluppa piano piano. Naturalmente lo spettacolo nasce nel ricordo di Andrea Brambilla (Zuzzurro), ed è dedicato a lui».

Da tanti anni tu non manchi mai nella stagione del Michelangelo.

«Da quando, circa trent'anni fa, è partita la stagione sono mancato poche volte. Oramai ho Modena nel cuore e questo anche grazie all'amicizia che mi lega al direttore del teatro, Berto Gavioli. Sono molto contento di ritornare anche quest'anno con uno spettacolo originale che piacerà soprattutto al pubblico».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google