Gazzetta di Modena

La pittura vive nella disciplina

di Michele Fuoco
La pittura vive nella disciplina

Alla Galleria Decò l’opera di cinque maestri: Bellei, Graziosi, Jodi, Salvarani e Miti Zanetti 

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VIGNOLA. È nutrita di intensa umanità la pittura di Gaetano Bellei nella misura di amabilità di figurazione, come in “Dolce riposo”, con una bambina che tiene tra le braccia un gatto che pare assecondare il clima di tenerezza della scena. E in una rassegna di sensibilità tipicamente femminile si pongono, nella tecnica ad olio, anche donna con cappello rosso e ritratto di signora con collana in granato. In un acquarello viene riportata la spontanea azione di un ragazzino che accende la pipa di un anziano. Un quadro che può richiamare certe gustose rappresentazioni “di genere” con bevitori, vecchietti che giocano a carte, di cui Bellei è campione. Da segnalare che le sue opere (è autore anche di affreschi e dipinti in varie chiese) hanno avuto un mercato favorevole presso ricchi e colti borghesi, persino all'estero. Bellei è uno dei cinque artisti tra '800 e '900 (gli altri sono Giuseppe Graziosi, Casimiro Jodi, Giuseppe Miti Zanetti e Arcangelo Salvarani) che Margherita Franchini presenta, fino al 28 gennaio, alla Galleria Decò, in via Barozzi 5. Di Graziosi è possibile individuare la dimensione naturale di un linguaggio capace di ricreare lo stato d'animo di figure (due nudi), l'atmosfera di un paesaggio, di un ruscello sotto il ponte, di un campo di frumento, la potenza costruttiva di vedute romane. Maestria anche nelle sculture (Venere, Duce a cavallo), nelle acqueforti (morte di Seneca, lavandaie sull'aia). Venezia con i suoi canali e Rialto assumono il carattere di rigogliosa bellezza nelle tonalità tetre, da cui affiora la luce, e nei colori luminosi di Giuseppe Miti Zanetti (16 volte alla Biennale veneziana) che sa garantire l'eccellenza e l'elevatezza dell'impianto figurale anche in un paesaggio alberato e nelle “Prealpi”, dove l'uomo può trovare una rispondenza emotiva. La città lagunare, con monumento al Colleoni e un angolo caratteristico, è motivo d'interesse anche per Casimiro Jodi (docente nelle Accademia di Mantova, Firenze e Roma; muore a Rovigo) che conferisce una impostazione strutturale di particolare timbro stilistico alle immagini in cui echeggia il senso del tempo al quale pur resistono le antiche case di montagne, recuperate nella profondità di memorie. Di amabile leggiadria si connotano il borgo con ponte e l'edificio antico del carpigiano Arcangelo Salvarani che riesce a dare aspetti di grazia non solo con l'acquarello, impiegato con compiutezza formale, ma pure con la tecnica ad olio, come in Ventimiglia e in uno scorcio di paese. I suoi disegni e monotipi si trovano, tra l'altro, presso gli Uffizi di Firenze.



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