Gazzetta di Modena

Cammelli a Barbiana, tributo di Modena a don Milani a 50 anni dalla morte

Cammelli a Barbiana, tributo di Modena a don Milani a 50 anni dalla morte

Il 26 giugno 1967 Don Lorenzo  moriva a soli 44 anni davanti ai suoi ragazzi. Ora uno spettacolo al Drama rende omaggio alla sua opera e alla sua memoria

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MODENA. Il 26 giugno 1967 Don Lorenzo Milani moriva a soli 44 anni davanti ai suoi ragazzi. A cinquant’ anni dalla morte uno spettacolo rende omaggio alla sua opera e alla sua memoria. Sarà al Drama, oggi sabato 9 dicembre alle 21 e domani, domenica 10, alle 18, “Cammelli a Barbiana”, scritto da Francesco Niccolini e Luigi D’Elia (che lo interpreta sulla scena) con la regia di Fabrizio Saccomanno.

È la storia di un ragazzo bello e benestante, in lotta con la scuola e la famiglia, che i domestici di casa chiamano “signorino”. Un figlio di papà che, mentre i ragazzi della sua età combattono per il Duce, studia da pittore. Poi, sotto le bombe dell’estate del ’43, lascia una vita comoda per farsi prete, senza immaginare che da lì a una decina d'anni verrà esiliato in mezzo ai boschi dell’Appenino toscano dalla sua stessa chiesa. Proprio lassù darà vita, con pochi ragazzi di mezza montagna, al miracolo della Scuola di Barbiana, dove si fa lezione nei boschi, lungo i fiumi, senza lavagna, senza banchi, senza primo della classe e soprattutto senza somari né bocciati. Dove c'è tutto il tempo che serve per aspettare gli ultimi. «La sua vita ha folgorato l’anima della chiesa, il cuore della scuola, i boschi sperduti di un’intera nazione - dice D’Elia. Questo è il nostro omaggio all’infinita e scomoda dolcezza dell’amore di Lorenzo per i suoi ragazzi, amore senza compromessi, senza paure, senza sconti per nessuno». “Cammelli a Barbiana” trasposto sulla scena è esattamente come era Lorenzo, essenziale e a mani nude, senza orpelli e senza scena. Sul palco solo una sedia. Un racconto duro amaro e al tempo stesso pieno di tenerezza per quel miracolo irripetibile che è stato Barbiana, con tutta la sorpresa negli occhi di quei ragazzi dimenticati che un giorno videro un cammello volare sulle loro teste. E perché proprio un cammello? Quel cammello, che pare entrare nella cruna di un ago tanto più facilmente di un ricco che ambisce al paradiso, è un’immagine potente per piccoli chierichetti che imparano a memoria la dottrina, come la trave nell’occhio, i pani e i pesci, il canto del gallo. Ma se nasci molto ricco, e speri con tutto te stesso di entrare nel regno dei cieli, quel cammello rischia di perseguitarti tutta la vita. La storia di Lorenzo, prete, maestro e uomo, è scritta e messa in scena dagli autori con la collaborazione della Fondazione Lorenzo Milani di Firenze che ha lo scopo di preservare il nome e la memoria dell'opera educativa del maestro. Si tratta del primo spettacolo pensato per un pubblico adulto, dopo 4 narrazioni premiate tra i migliori lavori del teatro per ragazzi realizzate negli ultimi anni. «Questa storia per ora non è fatta per essere ascoltata dai bambini - dice D’Elia - ma agli adulti parla proprio di bambini. E parla di un amore senza compromessi». Lo spettacolo rientra nella rassegna La corsa di fuochi e fa parte del progetto Andante finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Comune e Regione, con il contributo di Memo. Per prenotare info@dramateatro.it / 328 1827323. (abbonamenti: Quartetto e Card Duo valida per 4 ingressi per 2 persone alla volta.


 

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