MCon Simonini e Rentocchini a Milano l’arte e la poesia modenesi
Arte e poesia modenese emigrano a Milano per trovare accoglienza da mercoledì fino al prossimo 7 gennaio, nella Casa delle Arti, Spazio Alda Merini, in via Magolfa 32. L'arte è quella del...
MILANO. Arte e poesia modenese emigrano a Milano per trovare accoglienza da mercoledì fino al prossimo 7 gennaio, nella Casa delle Arti, Spazio Alda Merini, in via Magolfa 32. L'arte è quella del pittore vignolese Domenico Simonini, la poesia è quella del sassolese Emilio Rentocchini. Un incontro che stabilisce un sistema di rapporti tra linguaggi diversi, facendo cadere ogni barriera. Una coesistenza pacifica nell'ampiezza di un repertorio figurale e di analisi anche interiori, prodotto dall'immagine pittorica e dalla parola poetica.
In questa rassegna c'è anche il piccolo orgoglio di appartenenza alla terra emiliana, perché Simonini e Rentocchini sono personaggi noti, oltre i confini territoriali.
La cerimonia di inaugurazione, che inizierà alle 18.30, vedrà i quadri di Simonini che si porranno come ideale ambientazione per le poesie in dialetto sassolese che saranno lette dallo stesso Rentocchini, con interventi musicali di Paolo del Carlo al contrabbasso e Claudio Ughetti alla fisarmonica.
Simonini espone anche opere recenti, con scene di quotidianità (concerto in piazza San Marco a Venezia, Sauro e Luna, ristorante Meteora in rue de la Huchette a Parigi, Rosetta e Luca, il manovale) tendenti a cogliere la multiforme esistenza espressa da figure di inconfondibili fisionomie, secondo una vitalistica rappresentazione di sorvegliata costruzione, con inquadrature di caratterizzazione di luoghi e di creature di calda umanità. Nella complessità di dettagli l'artista conferisce maggiore forza narrativa alle immagini, grazie ad una struttura formalmente perfetta, dove il colore costituisce un duttile strumento di descrizione e di indagine interiore.
Nella pittura la necessità di testimoniare e riaffermare il senso della vita in una dimensione individuale e corale. Per Simonini è importante fondere le esperienze dell'arte nell'esistenza, verificando umori e sentimenti dei suoi personaggi sia all'interno del focolare domestico che in luoghi pubblici.
Sull’uomo e il suo mondo pone l'accento Rentocchini nelle sue poesie tratte dalla raccolta “Lingua Madre”, con ottave, dal 1994 al 2014 (Incontri Editrice), che riescono a sorprendere e a manifestare molti aspetti segreti dell'esistere. Cadenze nuove in ottave che muovono in direzione di una singolare forma di reinvenzione del linguaggio attraverso il vernacolo, stabilendo possibili incontri e seduzioni tra le parole che danno vita a pensieri, riflessioni innegabilmente nuove. È una richiesta stilistica sempre esigente e mai appagata, perché Rentocchini cerca di trovare in ogni componimento una cifra stilistica tutta sua, mantenendo una forte componente emozionale nel verificare umori e sentimenti del tempo, il disagio insito nella storia dell'uomo. C'è spazio nei suoi versi per notazioni appassionate e delicate registrazioni intime, sollevando il linguaggio ad esiti di divertite espressioni e anche di tagliente arguzia.
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