I racconti fotografici di Maletti
di Michele Fuoco
Al Consorzio Creativo la rassegna “Soggetto con oggetto” da un'idea di Antonella Mattioli
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MODENA. La fotografia trova una rinnovata vicenda creativa con la mostra “Soggetto con oggetto”, fino al 23 dicembre, al Consorzio Creativo che il 13 maggio scorso si è fatto laboratorio per accogliere l'idea di Antonella Mattioli realizzata dal fotografo Mauro Maletti, noto anche come restauratore. La rassegna si compone di 35 immagini, dove ad ogni persona si lega un oggetto, un animale con il suo carico di affezione, di amore, di tenerezza, di commozione, di memorie. «L'idea - dice la Mattioli, che si occupa di arte e di arredamento - è partita dalla constatazione che siamo tutti uguali ma ciò che ci distingue sono i ricordi, i sogni, gli affetti, il passato...». Una distinzione da esprimere attraverso «un oggetto che vorremmo portare su un'isola deserta o che ha accompagnato la nostra infanzia o che rappresenta la nostra passione». Così la fotografia di Maletti cattura le differenti scene, con figure di segno forte, netto nelle luci, nel racconto che si sviluppa nella manifestazione di cose care che si delineano come una complessità di situazioni, un ampio quadro di diversità tematiche, di linguaggi persino simbolici, di pensieri. In un sistema di relazioni tra personaggio, spesso femminile, e l'oggetto si avvera un commovente incontro umano, un dialogo sempre possibile. L'attenzione ad una bottiglia di vino, un foulard, una coperta, teiera, un pulcino di legno, un cappello con veletta, una bicicletta, a verificare il grado di partecipazione affettiva che essi recano. E ciò accade, in particolare, nella la presenza di un cane, di un gatto che portano tanta gioia in famiglia. Gli oggetti (macchina fotografica, disegno, tela bianca, penna) si pongono pure come piccoli appagamenti di un'esistenza vocata all'arte e alla scrittura. Portano anche ad una riflessione sulla labilità del tempo (clessidra, orologio), sulla pietosa finzione che gli uomini offrono a sé e agli altri (maschera, Pinocchio); tendono ad essere il termine di rappresentazione dello spazio dell'anima (diario) e a nutrirsi di sentimenti di meravigliata attesa in quadri di carattere metafisico. «E l'oggetto, che ora suscita curiosità, sposta - nota Carlo Gregori - l'attenzione dal soggetto... La scommessa di Maletti sta nell'oggetto che descrive il soggetto. È il suo collegamento con il soggetto a diventare nucleo dell'opera fotografica». La mostra merita una visita. Dell'originale operazione sono entusiasti Alessandro Orrea e Massimo Baraldi, responsabili del Consorzio che vuole «promuovere gli artigiani del pensiero e della fantasia con l'intento di facilitare la creatività collettiva».
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