Finale, sul palco dell’Agora arriva Glen Matlock un mito del punk
Un nome, una leggenda. E non è male per “un piccolo pub di paese”, come lo ha definito chi lo gestisce rendendolo uno dei pochi posti della Bassa in cui stare ancora insieme all’insegna della...
FINALE. Un nome, una leggenda. E non è male per “un piccolo pub di paese”, come lo ha definito chi lo gestisce rendendolo uno dei pochi posti della Bassa in cui stare ancora insieme all’insegna della buona musica dal vivo, ospitare un mito vivente del punk rock internazionale.
Perché oggi, a partire dalle 18, all’Agorà di via Agnini andrà in scena uno di quei momenti irripetibili ed unici, imperdibili, tanto per non dover dire in futuro “Peccato non esserci stati”. Glen Matlock, figura chiave della storia del punk inglese e mondiale, bassista, fondatore e mente musicale dei Sex Pistols, si esibirà infatti dal vivo presentando il suo nuovo lavoro discografico.
“Sexy Beast”, questo il titolo del nuovo Ep di brani inediti uscito a marzo scorso, dopo il successo delle esclusive date italiane che hanno visto Matlock esibirsi su pochi e selezionatissimi palchi in giro per il Bel Paese, verrà presentato anche tra le pareti del piccolo e storico pub finalese in un set acustico intenso ed indimenticabile, ruvido e spontaneamente punk. Un’occasione irrinunciabile quella di ascoltare e conoscere dal vivo un’artista di sicura fama mondiale, a cui si devono alcune delle composizioni più note della storia della musica punk rock, pezzi memorabili che hanno reso i Sex Pistols una delle band più conosciute e più bandite - ma proprio per questo più amate - della scena musicale della fine degli anni settanta. Matlock, infatti, oltre a presentare al pubblico la sua ultima produzione, interpreterà anche alcuni dei suoi brani più famosi partendo proprio dai Sex Pistols.
E allora spazio a quelli che sono rimasti nella mente di tutti quali pezzi indimenticabili e ormai entrati di diritto nella storia della musica come “God save the queen”, “Pretty vacant” e “Stepping Stone”. Non solo perché in scaletta troveranno posto anche le composizioni più recenti con Philistines, passando per alcune cover tra cui i brani di The Who e Monkees, pezzi che i Pistols stessi eseguivano all’epoca di “Never Mind The Bollocks”. Perché a volte anche un piccolo bar di provincia può regalare l’emozione di stare tra i giganti della musica.
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