Modena, Humanoptère: Dazin indaga con la danza il mondo del lavoro
Santo Stefano al Teatro Storchi con Humanoptère, la nuova creazione di Clément Dazin che va in scena martedì 26 dicembre alle ore 17.30 (per motivi tecnico-organizzativi è annullata la...
MODENA. Santo Stefano al Teatro Storchi con Humanoptère, la nuova creazione di Clément Dazin che va in scena martedì 26 dicembre alle ore 17.30 (per motivi tecnico-organizzativi è annullata la replica delle ore 21). Fin dall’infanzia, l’artista ha familiarizzato con la pratica del gesto e del movimento coreutico: a soli sei anni, Dazin si è confrontato prima con la ginnastica e l’arte circense, e successivamente, con la danza hip hop, il teatro, le acrobazie. Passioni che lo hanno indirizzato verso l’École de Cirque de Lyon e, a seguire, il celebre CNAC/National Center for Arts du Cirque a Châlons-en-Champagne nella Francia settentrionale.
La sua poliedrica formazione fa sì che la giocoleria non rimanga un puro esercizio tecnico fine a se stesso, ma che si trasformi in un punto di partenza atto a sperimentare estetiche nuove e orizzonti inesplorati. In Humanoptère, Dazin indaga il concetto di lavoro attraverso le tecniche circensi, e lo fa attraverso un linguaggio originale, sorprendente, minimalista, dal forte impatto emotivo. Per questo lavoro l’artista si ispira al mito di Sisifo, noto per essere, tra quelli mortali, il personaggio della mitologia greca più scaltro e anche il meno scrupoloso. Condannato da Zeus, Sisifo venne costretto a spingere ripetutamente, per l’eternità, un masso dalla base alla cima di un monte.
Una punizione, quella di ricominciare ogni volta la faticosa scalata, che risponde a una legge del contrappasso ante litteram per il carattere che aveva contraddistinto la sua personalità. L’assurdità del movimento che si ripete ciclicamente e a vuoto, si traduce sul palco in uno spettacolo ad alto tasso di precisione coreografica e ritmica, che Dazin ha realizzato facendosi accompagnare in scena da alcuni giocolieri: Jonathan Bou, Martin Cerf, Clément Dazin, Bogdan Illouz, Minh Tam Kaplan, Martin Schwietzke e Thomas Hoeltzel in alternanza con Miguel Gigosos Ronda. Fra ripetizioni alienanti, virtuosismi, giochi di palline che volano, allegorie delle idee di un artista eclettico e brillante come Dazin, lo spettacolo si tramuta in una riflessione sul mondo del lavoro e sulle sue frenetiche evoluzioni. Lo spettacolo è composto da varie figure, tra le quali Tony Guérin per la creazione luci e regia generale, Grégory Adoir per creazione suoni e Mathieu Ferrasson per la regia suono. Un progetto sostenuto dall’Association Beaumarchais, Clément Dazin è anche artista associato presso Manège, Scène Nationale - Reims per la stagione 2017/2018, in collaborazione con Progetto Corpi e Visioni - Comune di Correggio. Maggiori informazioni presso la biglietteria del Teatro Storchi, straordinariamente aperta anche oggi, domenica 24 dicembre, dalle ore 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19 e martedì 26 dicembre dalle ore 16 alle ore 18.
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