Ugo Foscolo, il poeta prigioniero per una sola giornata a Vignola
di Michele Fuoco
La storia di rivoluzionario di Ugo Foscolo (Zante 1778 - Londra 1827) passa anche per Vignola, dove il poeta trascorre, nel maggio 1799, un brevissimo tempo, come prigioniero, presso la...
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VIGNOLA. La storia di rivoluzionario di Ugo Foscolo (Zante 1778 - Londra 1827) passa anche per Vignola, dove il poeta trascorre, nel maggio 1799, un brevissimo tempo, come prigioniero, presso la Rocca in un tetro ambiente della Torre Nonantolana. Il giovane, non ancora molto noto come poeta, viene arrestato il 30 maggio presso l'abbazia di Monteveglio, dove aveva trovato rifugio.
Portato nella Rocca di Bazzano, viene poi affidato ad una pattuglia austriaca che lo trasferisce a Vignola, sede di un piccolo distaccamento dell'esercito imperiale. È bastato questo breve soggiorno forzato a Vignola (il pomeriggio del giorno dopo viene trasferito a Modena e imprigionato nel carcere militare della Cittadella, da dove poi viene liberato), di cui si è tramandata la memoria per oltre due secoli, a indurre studiosi e associazioni culturali vignolesi, come Mezaluna e Archivivi, a ricostruire la figura del personaggio.
Di qui il progetto “1799, Le prigioni di Foscolo tra Reno e Panaro” che, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, Città di Vignola, Fondazione di Vignola, Fondazione Rocca dei Bentivoglio, BPER Banca, Rotary Club Vignola-Castelfranco-Bazzano e Ditta Premio, ha portato alla realizzazione di una ordinata mostra (accompagnata da un prezioso volume) nella Rocca di Vignola. Una rassegna, dal titolo “Nel petto il grido Italia”, a cura di Giampaolo Grandi e Andrea Paltrinieri, che “ricostruisce accuratamente, con documenti e reperti d’epoca nonché con l’ausilio di moderne tecnologie, i tribolati anni che segnarono la fine del millenario status quo nazionale in un caotico susseguirsi di invasioni straniere e insorgenze locali, sorta di tragico minuetto di lutti, sangue e devastazioni, in cui tramontò nei fatti “l’ancien régime”.
Puntuale l'indagine storica, condotta con rigore scientifico in varie biblioteche, che va oltre la vicenda del poeta, che all’epoca aveva solo 21 anni, riportandoci al “primo terribile banco di prova degli ideali patriottici”, alle radici del Risorgimento.
Paltrinieri pone l'accento sulla battaglia di Cento, mentre per Achille Lodovisi è anche l'occasione per tracciare la storia delle prigioni nella Rocca di Vignola. Di “due anime irrequiete nella Bologna napoleonica” parla Giovanna Trenti, ricordando Foscolo e Pietro Brighenti. Sulla “Guardia nazionale nel triennio repubblicano (1796 - 1799) tra Modena e Bologna” si sofferma Massimo Bazzani. La mostra resterà aperta fino al 14 gennaio. Orari: feriali 9-12, 14.30-18; festivi 10.30-12.30, 14.30-18; chiusura lunedì. Ingresso gratuito.
Portato nella Rocca di Bazzano, viene poi affidato ad una pattuglia austriaca che lo trasferisce a Vignola, sede di un piccolo distaccamento dell'esercito imperiale. È bastato questo breve soggiorno forzato a Vignola (il pomeriggio del giorno dopo viene trasferito a Modena e imprigionato nel carcere militare della Cittadella, da dove poi viene liberato), di cui si è tramandata la memoria per oltre due secoli, a indurre studiosi e associazioni culturali vignolesi, come Mezaluna e Archivivi, a ricostruire la figura del personaggio.
Di qui il progetto “1799, Le prigioni di Foscolo tra Reno e Panaro” che, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, Città di Vignola, Fondazione di Vignola, Fondazione Rocca dei Bentivoglio, BPER Banca, Rotary Club Vignola-Castelfranco-Bazzano e Ditta Premio, ha portato alla realizzazione di una ordinata mostra (accompagnata da un prezioso volume) nella Rocca di Vignola. Una rassegna, dal titolo “Nel petto il grido Italia”, a cura di Giampaolo Grandi e Andrea Paltrinieri, che “ricostruisce accuratamente, con documenti e reperti d’epoca nonché con l’ausilio di moderne tecnologie, i tribolati anni che segnarono la fine del millenario status quo nazionale in un caotico susseguirsi di invasioni straniere e insorgenze locali, sorta di tragico minuetto di lutti, sangue e devastazioni, in cui tramontò nei fatti “l’ancien régime”.
Puntuale l'indagine storica, condotta con rigore scientifico in varie biblioteche, che va oltre la vicenda del poeta, che all’epoca aveva solo 21 anni, riportandoci al “primo terribile banco di prova degli ideali patriottici”, alle radici del Risorgimento.
Paltrinieri pone l'accento sulla battaglia di Cento, mentre per Achille Lodovisi è anche l'occasione per tracciare la storia delle prigioni nella Rocca di Vignola. Di “due anime irrequiete nella Bologna napoleonica” parla Giovanna Trenti, ricordando Foscolo e Pietro Brighenti. Sulla “Guardia nazionale nel triennio repubblicano (1796 - 1799) tra Modena e Bologna” si sofferma Massimo Bazzani. La mostra resterà aperta fino al 14 gennaio. Orari: feriali 9-12, 14.30-18; festivi 10.30-12.30, 14.30-18; chiusura lunedì. Ingresso gratuito.
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