Stupefacente gioco di linguaggi
di Michele Fuoco
Alla PaggeriArte, fino al 20 gennaio, le carte e i recenti grandi dipinti di Fausto De Nisco
2 MINUTI DI LETTURA
SASSUOLO. Trascende le categorie di una estetica definita Fausto De Nisco con la sua pittura, per quel singolare modo di procedere, da oltre 30 anni, nell'operazione creativa. Il suo linguaggio si sviluppa in numerose declinazioni, con una particolare morfologia che diventa il campo di tutte le possibili analisi, per il sapiente recupero che il sassolese fa, con un atteggiamento nomade attraverso la storia dell'arte, di stili, di codici espressivi nell'ampiezza di un repertorio figurale e antifigurale, astratto e concreto. Un “modus operandi”, dal 1986 ad oggi, come suggerisce il titolo della mostra, fino al 20 gennaio, alla PaggeriArte, organizzata dall'Archivio De Nisco, di cui è presidente Alberto Andreoli che evidenzia come la rassegna si offra «come progetto critico di un approfondimento sulle recenti opere su tela del maestro, affiancato a uno sguardo antologico attraverso le opere su carta». Una esposizione, con il patrocinio del Comune, a cura di Luca Silingardi che mette in luce come «De Nisco sia sensibile interprete di grandi composizioni informali su tela». Informale, forse sì, ma non troppo, in quanto ogni opera conserva memorie di realtà, di brandelli di una multiforme esistenza, di frammenti di identità capricciose, integra il passato e il presente di interrelazioni dinamiche, di un gioco combinatorio stupefacente che si manifestano già nella carte “preparatorie” quadrettate, perché ogni elemento possa essere riportato su grandi tele che si nutrono persino di pezzi di collage recuperati da bozzetti dello stesso autore. Nei suoi dipinti tutto si pone in continua trasformazione con aspetti fantastici, di esuberanza grottesca, secondo criteri di mobilità, di metamorfosi. Si scopre così una grazia, una immaginazione intellettuale e una ingegnosità che, quasi nel disprezzo della compiutezza, amano il cambiamento, il cangiante, l'insolito, la menzogna artistica che pare rivelare piccole realtà per poi provocare una rottura con esse. De Nisco, impegnato anche nella rassegna alla Galleria Radium Artis di San Martino in Rio, conferma, nel verificare gli esiti più audaci della sperimentazione, un gusto ardito per le innovazioni che animano le sue opere, agitando un caleidoscopio di notazioni, una enumerazione di dettagli a sorpresa, con cui compone l'immagine completa di istanti vissuti anche nella sfera dell'immaginario. Una acrobazia di strutture segniche e cromatiche di incomparabile modulazione, colte a sorpresa in una zona non definita, dove si avvera la ricerca del nuovo che non nega il valore dell'esperienza anche culturale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
