Modena. La strana favola di Giraffa alla scoperta del mondo
di Serena Fregni
Dal 13 gennaio, fino al 28, presso il Teatro delle Passioni andrà in scena “Gioie e dolori nella vita delle giraffe” di Tiago Rodrigues e diretto da Teodoro Bonci del Bene
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MODENA. Da domani, 13 gennaio, fino al 28, presso il Teatro delle Passioni andrà in scena “Gioie e dolori nella vita delle giraffe” di Tiago Rodrigues e diretto da Teodoro Bonci del Bene. Un’opera tratta dal lavoro del drammaturgo portoghese Rodrigues, una favola straniata e straniante sui contrasti dove la piccola protagonista, una bambina di nove anni soprannominata dalla madre “Giraffa”, per via della sua altezza, scoprirà gli opposti che caratterizzano la nostra contemporaneità. «Apriamo l’anno con questa compagnia, Big Action Money - spiega Giuliano Barbolini, presidente Ert - e con un autore contemporaneo come Rodrigues che sicuramente potrà interessare anche i giovani, va alla ricerca anche di un nuovo pubblico e questo ci fa molto piacere». La storia si svolge in un parcheggio e nel testo compaiono figure, come le definisce il regista “riconoscibili” che fanno parte della storia della società, come ha voluto raccontarle il regista. Prendono vita quindi il disoccupato, l’artista senza lavoro, il vecchio dimenticato dai figli, l’emarginato, esseri umani - come sostiene il regista - che sembrano essere “parcheggiati” in qualche zona periferica della società dalla quale la parola “prospettiva” è bandita. «Giraffa cerca di risolvere conflitti e guai - racconta il regista Teodoro Bonci del Bene - in primo luogo con i genitori. Si utilizzano nel testo a piene mani gli stereotipi e credo che in alcuni casi, se utilizzati con consapevolezza siano degli ottimi strumenti». Bonci del Bene parla anche del testo di Rodrigues: «Siamo stati molto rispettosi nei confronti del testo, abbiamo operato solo alcuni tagli ma senza modificare il testo, solo per permettere di poterne fruire in modo più fluido». La vicenda poi si sposta anche tra le strade di Lisbona, un vagabondaggio anche se non c’è alcuna sensazione di dinamismo o prospettiva nella storia della protagonista: «Il personaggio in scena non cambia - continua il regista - le sue idee non mutano, il corso dei suoi pensieri non è influenzato dal dialogo con altre persone. La strada, metafora del cammino, direzione, percorso, non porta da nessuna parte. In questo non portare da nessuna parte ho immaginato che al termine della propria avventura la protagonista decida di restare là. Una volta cresciuta, Giraffa torna nei luoghi in cui è avvenuta la sua crescita e ci si insedia. La strada perde la sua connotazione principale: quella di portare da qualche parte. E si trasforma in un parcheggio». Lo spettacolo va anche ad inaugurare la stagione del 2018 di Ert e Claudio Longhi, direttore di Ert è molto contento di questa scelta: «È uno spettacolo che indaga il linguaggio del teatro contemporaneo e un dovere del teatro è proprio quello di mettersi gli occhiali per capire gli aspetti interessanti e capire cosa si può fare. Un testo che ci fa riflettere su come possiamo cercare di cambiare il mondo, guardare la realtà e capire come possiamo incidere su di essa per renderla migliore». Bonci del Bene parla anche della sua compagnia, Big Action Money, un team che lavora insieme e sviluppa idee condivise dove gli attori sono intesi come figure centrali che richiedono attenzione e libertà ma soprattutto parla anche del pubblico: «È l’unico scopo che abbiamo, quello del dialogo con il pubblico che viene a vedere il nostro spettacolo». Lo spettacolo si sposterà poi all’Arena del Sole a Bologna, dal 30 gennaio all’8 febbraio.
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