Sculture e fotografie da gustare
di Michele Fuoco
Nelle Cantine degli Scolopi rassegna sul cibo con Di Pede e 11 amanti del clic di Matera
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FANANO. Scultura e fotografia, fino al 31 gennaio, nelle Cantine degli Scolopi, per celebrare il cibo. «Una mostra che consolida - dice l'organizzatore Daniele Sargenti - ulteriormente il sodalizio, iniziato nel 2015 con diverse iniziative artistiche, tra Fanano e Matera che, nel 2019, sarà capitale europea della cultura». I protagonisti sono lo scultore Franco Di Pede, il fotografo Pietro L'Annunziata con immagini sulla transumanza, e altre 10 amanti del clic (Rossella Persia, Anna Nicoletta Menzella, Arcangela Colaianni, Marica Leone, Chiara Rubino. Giuseppina Nunzia Dimuccio, Cinzia Astorino, Sara Gagliardi, Porfida Centonze e Liliana Di Lecce) che indagano su vari aspetti del cibo. È una rassegna, realizzata in collaborazione con il Fotoclub Matera Onlus e Arti Visive Gallery, in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, che la F.A.O. ricorda ogni anno. Intrigante l'operazione delle fotografe lucane che hanno scovato in luoghi d'arte, come chiese e monumenti, ma pure in edifici della città di Matera, ciò che nei capitelli, architravi costituisce prodotti da mangiare e da bere. Ecco allora le 40 fotografie alle pareti raffigurare i chicchi di melograno che Rossella Persia scopre nelle strutture della Chiesa di S. Chiara; grappoli d'uva che Menzella coglie nel portale d'ingresso del Museo Archeologico. Lo sguardo di Colaianni va all'uovo su uno dei campanili della chiesetta di S. Biagio, e alla più grande cisterna idrica della città; di Dimuccio alla Fontana Ferdinandea del 1832; di Leone al motivo floreale della chiesa romanica di S. Giovanni Battista; di Rubino ad una composizione di frutta della chiesa del Purgatorio (XVII sec.); di Astorino a dettagli naturalistici della cattedrale del XIII secolo; di gagliardi ai motivi ornamentali della cattedrale della Madonna della Bruna; di Centonze ai pesci di una scultura nella chiesa di SS. Pietro e Paolo; di Di Lecce al pane di un scultura di Di Pede, di cui la mostra propone un serie di opere in tufo che rappresentano, goccia d'acqua, pezzo di formaggio, carciofo, peperone, arancia, pera, mela, chicchi di grano, farina e il pane di Matera. Quasi una continuità tra passato e presente in nome di una scultura di impegno formale che richiede una rigorosa definizione della realtà. Ad elaborazione selettiva, anche di particolari, sottopone Pietro l'Annunziata le sue fotografie sulla transumanza dei bovini, dove le immagini del pascolo, dell'allattamento, del rientro si connotano anche di tenerezza e sembrano accogliere le atmosfere dei luoghi, il dolce frastuono della vita degli animali.
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