La pittura di realtà e rivelazioni
di Michele Fuoco
Al Centro Studi Muratori 50 lavori di 12 artisti “storici” presenti nel calendario del 2018
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MODENA. Dodici artisti “storici” (Carlo Bassini, Adriano Boccaletti, Mario Gherardini, Gino Molinari, Tino Pelloni, Bruno Semprebon, Benito Boccolari, Rino Golinelli, Inigio Pagliani, Giorgio Scapinelli, Alfredo Vanzetti) per il calendario 2018 del Centro Studi Muratori, dove è allestita fino al 28 gennaio una mostra dei loro dipinti. Per questi protagonisti della cultura figurativa del secolo scorso l'arte ha avuto sempre il significato di un pratica non di diletto, di glorificazione personale, ma di testimonianza, di valore di culto, di esperienza irripetibile. Il che avviene attraverso una pittura di sperimentazione fattuale, con tecniche diverse, e di considerazione estetica e riflessione sul linguaggio stesso dell'arte, tendente a privilegiare un'opera di chiara leggibilità. L'immagine ritrova il carattere di identità con la realtà in un tramonto invernale, ma anche in una delicata natura morta, in un autoritratto (quello della copertina della monografia) di Elpidio Bertoli. Nel potenziale coloristico si avvera la sensazione della concretezza delle cose che Semprebon esprime nelle composizioni di oggetti, cardi, conchiglie. Dolcezza di gesti manifesta la bimba che gioca. Nelle variazioni di azzurri nascono le lumiere di Gherardini, autore anche di fiori, carovane, serre a Samone. Con spontaneità affettiva Gino Molinari aderisce alla sua Modena: nevicata in via Lanfranco, piazza Grande. Stessa comunione sentimentale con campiello a Venezia e canale a Chioggia. Nell'acquarello Golinelli recupera la bellezza della facciata del Duomo, della Porta della Pescheria, come pure del ponte del diavolo a Torcello e della casa Cipriani a Venezia. Il senso di comunicare le caratteristiche dei luoghi vive nelle opere (torrente, castello di Spilamberto, mulino sulle Dolomiti....) di Bassini. Della cultura contadina si fa interprete il novese Boccaletti con la donna dopo il taglio delle canne, con il cesto, frutti e vasi. In un tripudio di colori prendono vitalità le figure in un interno, vasi e fiori di Vanzetti. In dolci modulazioni cromatiche Pelloni concepisce le maschere, l'interno del suo studio e fiori nel vaso. I cavalli liberi e il mercato si propongono come cifra distintiva del lavoro di Pagliani. Elaborate con sapienza compositiva le xilografie (Giulia, il focolare, carline e funghi) di Boccoolari, più volte invitato alla Biennale di Venezia. Di Scapinelli oltre ad un paesaggio una litografia con Pavarotti che domina, con la Ghirlandina, la città. Forte il richiamo alle esperienze di “Scap” nel campo del disegno di animazione, del fumetto e della grafica pubblicitaria.
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