Gazzetta di Modena

Castelfranco. “Casa di bambola”, in scena un classico di Ibsen

Castelfranco. “Casa di bambola”, in scena un classico di Ibsen

Un grande classico di fine '800, che attraverso un’attenta riscrittura e una mirabile rielaborazione scenica del testo, approda ad uno spettacolo dove il centro è “il dramma nudo”

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CASTELFRANCO. Un grande classico di fine '800, che attraverso un’attenta riscrittura e una mirabile rielaborazione scenica del testo, approda ad uno spettacolo dove il centro è “il dramma nudo”, spogliato di bellurie ottocentesche e convenzioni borghesi. “Casa di bambola” di Henrik Ibsen con l’adattamento e la regia di Roberto Valerio è in scena stasera, 26 gennaio, alle 21, al Teatro di Dadà di Castelfranco. Domani, sempre alle 21, lo spettacolo verrà replicato all’Auditorium Rita Levi Montalcini di Mirandola, per la Stagione teatrale 2017/2018 curata da ATER. I protagonisti, in ordine di apparizione: Valentina Sperlì (Nora Helmer), Roberto Valerio (Torvald Helmer), Carlotta Viscovo (la signora Linde), Massimo Grigò (il dottor Rank), Michele Nani (Krogstad), Debora Pino (la balia). La scena è di Giorgio Gori, i costumi di Lucia Mariani, le luci di Emiliano Pona. Quando nel 1879 “Casa di bambola” fu rappresentato per la prima volta, il dramma suscitò scandalo e polemica ovunque per la sua lettura come esempio di un femminismo estremo; tanto che in Germania Ibsen fu addirittura costretto a trovargli un nuovo finale, perché la protagonista si rifiutava di impersonare una madre da lei ritenuta snaturata. Ma, al di là di ogni contenuto polemico, il dramma resta opera di una grande e complessa modernità, abitata da personaggi capaci di parlare ancora ai nostri contemporanei.
 

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