Gazzetta di Modena

Tra i mordaci Capricci di Goya

di Michele Fuoco
Tra i mordaci Capricci di Goya

Ad Arte su carte le dissacranti 80 incisioni del maestro spagnolo, ritirate dall'Inquisizione 

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MODENA. Roberto Gatti, direttore del Laboratorio di Arte Grafica di Modena, porta i “Capricci” di Francisco Goya (1746 - 1828) nella sua galleria Arte su carte, specializzata ad accogliere le incisioni di maestri italiani e stranieri. Alle pareti dello spazio espositivo di via Fratelli Rosselli, 80 stampe ad acquaforte e acquantinta che l'artista spagnolo ha presentato per la prima volta, il 6 febbraio 1799, a Madrid in un negozio di profumi e liquori. Le altre 11 edizioni dell'opera grafica vengono realizzate, dopo la morte del maestro, fino al 1937, e quella esposta a Modena è la quinta edizione prodotta, in 210 esemplari, nel periodo 1881-1886, dalla Calcografia reale. Inquientanti le immagini con andamenti di segno deformato per una ironia a lama di coltello, una dissacrazione satirica a diversi livelli, dalla meschinità della politica al clero, dai vizi agli abusi, dalla stregoneria alla superstizione, dagli amori tragici alla bruttezza, ma pure dalla filosofia alla letteratura. Esplodenti le notazioni segniche che rendono grottesche e pungenti le scene, con sottostanti didascalie che spiegano, ma fino ad un certo punto, le rappresentazioni. Il fatto che nel stesso giorno della presentazione Goya abbia fatto comparire sulla prima pagina del “Diario di Madrid” un annuncio in cui dichiara che i Capricci sono di pura fantasia e che le immagini non devono essere ritenute legate a persone specifiche, la dice lunga sul carattere trasgressivo delle incisioni, tanto che la numero 55 “fino alla morte!” raffigura una vecchia quasi cadaverica con i tratti del volto della regina Maria Luisa che si agghinda compiaciuta allo specchio. Si va dalla metafora dl popolo oppresso dai potenti (tu che non puoi), ai ciechi e sordi come i nobili spagnoli (fannulloni), dall'allusione ad una cerimonia religiosa di stregoneria (professione di fede) all'eterna commedia dell'avaro che è un alto prelato madrileno (perché nasconderli?). Memorabile l'immagine “Il sonno della ragione genera mostri” per la caduta dei valori dell'Illuminismo. Evidente la carica “eversiva”, irriverente delle opere che, due giorni dopo la presentazione ufficiale, l'Inquisizione ritira dalla circolazione. E anche tutte le altre incisioni (si parla di 1400 pezzi), comprese quelle riguardanti “I disastri della guerra”, vengono pubblicate postume. I Capricci sono di intensità drammatica, nel gioco violento dei neri e dei bianchi, nella mordace visione della realtà trasferita nella sfera del fantastico. Si capisce allora perché a Goya abbiano guardato Dalì, il regista Bunuel, ma pure i precursori dell'Epsressionismo, come Ensor e Munch.



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