Carpi, con Flavio Insinna una “ricreazione” per trovare la felicità
CARPI. “La macchina della felicità” è il titolo dello spettacolo che presenta Flavio Insinna e La Sua Piccola Orchestra, alle 16 di oggi, al Teatro Comunale di Carpi nell'ambito della stagione “La...
CARPI. “La macchina della felicità” è il titolo dello spettacolo che presenta Flavio Insinna e La Sua Piccola Orchestra, alle 16 di oggi, al Teatro Comunale di Carpi nell'ambito della stagione “La vita è un sogno”. Sul palco con Insinna ci saranno Angelo Nigro alla direzione musicale e pianoforte, Letizia Liberati alla voce, Giuseppe Venezia al contrabbasso, Vincenzo Presta al sax e Saverio Petruzzellis alla batteria. Lo spettacolo è tratto dal libro omonimo scritto dallo stesso Insinna ed edito da Mondadori.
Il titolo è collegato a un particolare della storia ed è anche una scelta ponderata che rispecchia l'anima del libro e dello spettacolo. I termini “macchina” e “felicità” appaiono in antitesi tra loro: la macchina è costruita e artificiale mentre la felicità è spontanea, non può essere costruita, a meno che la macchina non sia il soggetto. Protagonista della storia è Vittorio, un uomo solo e dal cuore indurito che, con l'andare avanti della trama, si fa sempre più Flavio. Proprio la voce di Insinna racconta questa storia ricca di umanità, una fiaba romantica in cui ognuno può rivedersi. «La macchina della felicità - spiega Insinna - non è uno spettacolo. Non è una presentazione, una lettura, un incontro, un reading. È la ricreazione. Come a scuola. Suona la campanella e si comincia. Salperete con il sottoscritto e la sua piccola orchestra verso “L’isola che c’è”, perché la felicità, nonostante tutto, può esistere, esiste, e la si può raggiungere. Il patto fra me, i musicisti e i passeggeri è chiaro: far saltare tutti gli schemi, abbandonarsi al piacere del viaggio e scatenarsi, come da bambini durante la nostra ricreazione. E ora che ci penso, il suono della campanella che interrompeva lo scorrere delle lezioni, è stata una delle prime dimostrazioni concrete che la felicità può esistere». Le pagine del piccolo romanzo, le canzoni della piccola orchestra, le domande del pubblico, gli improvvisi cambi di rotta dettati dalle suggestioni esterne, la lettura dei messaggi di chi vuole spiegare il proprio concetto di felicità, una poesia inattesa che salta fuori dal cilindro. «Una signora che dalla prima fila si alza e mi offre un panino fatto da lei - conclude Flavio Insinna - perché la ricreazione prevede anche la merenda, probabilmente tutto questo non ci renderà felici, ma forse, se saremo fortunati, la Felicità, scivolando via leggiadra fra il palco e le poltrone, ci farà un sorriso. Se abbiamo la voglia e il coraggio di impegnarci, l’impossibile può diventare possibile. E a forza di sognare sai dove si arriva? Alla realtà. Che la ricreazione abbia inizio».
I biglietti si acquistano direttamente alla cassa del teatro. Prossimo appuntamento de “La vita è sogno” domenica 18 febbraio con lo spettacolo “Visioni di un insonne malato d'amore” con Sergio Sgrilli.
Nicola Calicchio
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