Prodotti tipici e bugie del marketing
Esce oggi “Denominazione di origine inventata” curioso saggio di Alberto Grandi
Ci sono anche eccellenze modenesi, dal parmigiano reggiano all’aceto balsamico, dal prosciutto al “maiale”, nel libro di Alberto Grandi “Denominazione di origine inventata. Le bugie del marketing sui prodotti tipici italiani” che esce oggi nelle librerie per Mondadori. Tutte le bugie del marketing sui prodotti tipici sbugiardate da un autorevole accademico. Il Parmigiano-Reggiano più simile all’originale? È il Parmesan prodotto nel Wisconsin. Il pomodoro di Pachino? È un ibrido prodotto in laboratorio da una multinazionale israeliana delle sementi. Per non dire del Marsala: fu inventato, commercializzato e prodotto su larga scala da un commerciante inglese che aggiunse alcool al solo scopo di conservarlo meglio durante il trasporto verso la madre patria. Alberto Grandi, professore universitario della Università di Parma, svela quanto marketing ci sia dietro lo strepitoso successo dell’industria gastronomica italiana. I tantissimi prodotti tipici non sono il deposito di una cultura millenaria, ma invenzioni molto recenti, con il conseguente storytelling per sostenerla.
Prodotti atipici è un libro fuori dal coro, assolutamente autorevole, che farà arrabbiare - ma forse anche ragionare - tutti coloro che sono fideisticamente innamorati del grande mito della tipicità italiana.
Alberto Grandi (Mantova, 29/07/1967) è professore associato all’Università di Parma. Insegna Storia delle imprese, Storia dell’integrazione Europea e ha insegnato Storia Economica e Storia dell’Alimentazione. È autore di circa una quarantina di saggi e monografie in Italia e all’estero.
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