Modena, da oggi allo Storchi “La classe operaia” rivisitata da Longhi
Debutta questa sera al teatro Storchi la nuova produzione di Ert, diretta da Claudio Longhi, “La classe operaia va in paradiso”, spettacolo liberamente tratto dall’omonimo film di Elio Petri....
MODENA. Debutta questa sera al teatro Storchi la nuova produzione di Ert, diretta da Claudio Longhi, “La classe operaia va in paradiso”, spettacolo liberamente tratto dall’omonimo film di Elio Petri. Alla sua uscita nelle sale cinematografiche, nel 1971, “La classe operaia va in paradiso” riuscì nella difficile impresa di mettere d'accordo gli opposti. Industriali, sindacalisti, studenti, nonché alcuni dei critici cinematografici più impegnati dell'epoca, si ritrovarono parte di uno strano fronte comune contro il film. Film che non ebbe grande fortuna in Italia, nonostante la Palma d'Oro a Cannes e stelle come Gian Maria Volonté, Mariangela Melato e Salvo Randone.
La vicenda dell'operaio Lulù Massa, stakanovista odiato dai colleghi, osannato e sfruttato dalla fabbrica BAN, che perde un dito e scopre per un istante la coscienza di classe, si intreccia qui con le vicende che hanno accompagnato la genesi e la ricezione contestatissima del film. Infatti accanto ai grotteschi personaggi della pellicola si alternano sulla scena lo sceneggiatore e il regista, qualche spettatore e alcune figure curiose e identificative della nostra letteratura a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Lo spettacolo è costruito attorno alla sceneggiatura di Elio Petri e Ugo Pirro, ai materiali che ripercorrono la loro officina creativa, a come il film è arrivato al pubblico di ieri e di oggi, e a piccoli capolavori della letteratura italiana di quegli anni, ricomposti in una nuova tessitura drammaturgica dallo scrittore Paolo Di Paolo. Il tutto poi è intessuto dentro le geometrie musicali di Vivaldi, riviste per l'occasione e “rotte” qua e là da canzoni dolci e amare dell'Italia alla fine del boom. A quasi cinquant’anni dal debutto sui grandi schermi, Ert sceglie di tornare allo sguardo scandaloso ed “eterodosso”, ferocemente grottesco, del film di Petri per provare a riflettere sulla recente storia del nostro Paese. Gli attori sono Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell'Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Franca Penone, Simone Tangolo, Filippo Zattini.
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