Gazzetta di Modena

Pian piano si torna alla vita tra novità e vecchi problemi

Pian piano si torna alla vita tra novità e vecchi problemi

Delitto politico a Concordia. Apre l’Astra. E per il lavoro bisogna emigrare

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Segue da pag. 19



Le condizioni delle borgate sono pessime, e gli abitanti di Paganine (92 firme) chiedo all’Amministrazione di “rifornire la borgata di un pozzo capace di alimentare anche un lavatoio pubblico, di asfaltare la strada, di istituire un posto di telefono pubblico, di imporre ai proprietari una migliore sistemazione dei pozzi neri, che provocano espansioni fetide e nocive alla salute pubblica”.

Ma un segnale di ripresa arriva il 25 agosto.

Si inaugura infatti la prima “Fiera della Ricostruzione della Val Padana” a Palazzo Ducale, alla presenza del Ministro dell’Agricoltura Antonio Segni e del Ministro dei Trasporti Giacomo Ferrari.

E il Palazzo Ducale ricomincia a vivere: “Da quando la mattina del 9 settembre avevamo visto davanti a quel portone un tedesco a gambe larghe, per lungo tempo il Palazzo Ducale si era staccato dalla nostra vita per diventare una isola di terrore e di obbrobrio.

Ed anche dopo la Liberazione era rimasto lontano e isolato dalla città che riprendeva le antiche abitudini: la massa grigia dei profughi, dei prigionieri, di tutta una umanità sofferente se ne era impadronita mettendovi i segni del suo misero dominio: panni sporchi ad asciugare, e tubi di stufa brutalmente uscenti dalle belle finestre settecentesche”.

Ma il lavoro va purtroppo cercato altrove.

“Ieri alle ore 14 sono partiti dalla Stazione delle Ferrovie dello Stato con treno speciale che raccoglieva anche minatori di Bologna 187 minatori modenesi ingaggiati per il Belgio. Essi provengono da Modena città, e un poco da tutta la provincia, ma in prevalenza dalle zone della montagna, dove è più facile trovare chi già conosce, per averla praticata, la dura vita del minatore. I lavoratori modenesi lavoreranno nelle miniere di carbone per la durata di un anno, e percepiranno la paga di 150 franchi giornalieri. 100 franchi belgi equivalgono a 513 lire e 38 centesimi”.

Lo scontro politico continua e coinvolge anche i giornali.

“L’Unità Democratica”, già organo del C.L.N., ma ora anticomunista, non si sottrae, seppur in modo canzonatorio: “Siamo stati festeggiati anche noi, ieri, alla manifestazione della Stampa Comunista. Il nostro giornale infatti è stato citato o riprodotto in quasi tutti i carri allegorici, insieme con i fogli foraggiati dalla reazione e sostenitori di inconfessabili interessi. Avremmo il diritto di avercene a male e di ignorare la manifestazione. Ma sarebbe una meschina vendetta tanto più che non eravamo i soli abitatori del regno dei reprobi. Ieri figuravano tra i buoni l’“Unità”, la “Verità” e la “Rinascita”, e tra i cattivi noi e tutti gli altri giornali che non la pensano completamente come i comunisti … Poi dobbiamo parlare anche della festa, anche perché tra i 130.000 partecipanti (così almeno dicono le cifre ufficiali!) vi erano anche molti nostri lettori … Riuscito anche il lato economico della manifestazione. Infatti per contenere tutto il denaro incassato sono stati necessari due sacchi. E questo è ciò che più conta”.

Sono presenti in città al primo settembre 111.481 abitanti. In agosto 180 individui sono emigrati, mentre 191 sono venuti ad abitare qui, “perché forse, nonostante tutto, a Modena si sta meglio che altrove. In questo mese poi altissima è stata la percentuale di matrimoni: infatti ben 95 nuove coppie hanno formato una nuova famiglia. Di tutti questi matrimoni uno solo è stato celebrato con rito civile. Ben 90 coppie sono formate da celibi e nubili, mentre 3 vedovi hanno sposato delle nubili, e due vedovi si sono sposati tra di loro.

Le nascite ammontano a 180: 88 maschi e 81 femmine legittime; gli illegittimi ammontano a 4 maschi e 7 femmine. Degli 88 maschi, 57 sono venuti alla luce nella loro casa, al pari di 55 femmine (compresa mia moglie). I nati morti sono stati purtroppo 3 maschi e 2 femmine”.

Si cambiano i nomi delle strade, e Largo Italo Balbo torna a essere Largo Porta Sant’Agostino, via Gaetano Tavoni diventa Viale Martiri della Libertà ...

Il 23 ottobre compare sul quotidiano modenese un trafiletto di “Ringraziamento”: “La Famiglia Pavarotti Fernando, riconoscente e grata, ringrazia il Prof. Giovanni Marchetti per le intelligenti e premurose cure che hanno ridato la salute al loro piccolo Luciano dopo una grave malattia”.

Luciano Pavarotti era nato il 12 ottobre 1935: aveva da poco compiuto 11 anni.

Non so che malattia lo avesse colpito, ma capisco bene le difficoltà di curare un ammalato in quel difficile periodo.

Un anno o due dopo, infatti, non ricordo l’anno esatto, mi ammalai gravemente, e il medico (si chiamava Violi, brava persona dai capelli rossi) ordinò punture di penicillina. Mio padre andò a ritirare il medicinale (era disponibile solo in Prefettura), e purtroppo era avariato. Ricordo vagamente che ci fu un consulto, e mi salvai.

Il 2 novembre due detenuti, condannati per rapina a mano armata, evadono dal carcere di Santa Eufemia dopo aver divelto le sbarre e scappano in Palazzo Solmi dalla parte di Via Carteria. Un carabiniere disarmato li vede e li insegue. Gli evasi si rifugiano sopra il cinema “Vittoria”, ma vengono catturati. E “L’Unità Democratica” scriverà: “Quella di oggi possiamo chiamarla la solita evasione del sabato pomeriggio. Quindici giorni or sono, infatti, pure di sabato e pressapoco alla stessa ora, altri due detenuti sono evasi da S. Eufemia. Quelli però riuscirono a farla franca”.

E per chiudere la puntata, una notizia straordinaria.

Il 29 dicembre Giulio Cesare Ambrosini, 19 anni, abitante in Viale Tassoni, ha fatto “12” alla S.I.S.A.L.!!

Intervistato, dirà: “Nessun sistema. Ho fatto sei pronostici: 180 lire in tutto. Ho ritenuto sicure le vittorie del Torino, della Juventus, del Milan, del Napoli e la sconfitta del Bologna, e ho variato gli altri risultati”. “E per il Modena?”. “Per il Modena ho messo due pareggi, due sconfitte e una vittoria. La fortuna ha voluto che il “2” della vittoria del Modena fosse proprio nell’ultima colonnina, quella vincente”.

P. S.

Le fotografie di Carpi qui pubblicate provengono da Mauro D’Orazi, grande cultore di quel territorio.

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

(13, continua)

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