Rumiz a Modena: «Nella storia di Mila tutta la potenza della musica»
Il giornalista e scrittore presenta oggi il suo ultimo libro “La Regina del Silenzio” ispirato alla storia straordinaria della “Esyo, European Spirit Youth of Orchestra”
MODENA. Oggi alle 17.30 presso al Forum Monzani il giornalista e scrittore Paolo Rumiz presenterà il suo ultimo libro “La Regina del Silenzio”, una storia per ragazzi e adulti dove la piccola protagonista, Mila, combatte una battaglia per la musica e la libertà. Un libro, come racconta l’autore, reso possibile grazie alla collaborazione con “Esyo, European Spirit Youth of Orchestra”, un’orchestra internazionale composta da giovani dai 13 ai 20 anni che è stata una grande fonte d’ispirazione per la storia. Insieme allo scrittore quindi saranno presenti il direttore dell’orchestra Igor Coretti-Kuret, il pianista serbo Marko Bodanovic e Aleksandra Latinovic, violinista serba di soli 16 anni cui lo scrittore si è ispirato per il personaggio di Mila.
La scrittura incontra la musica in questo suo nuovo lavoro, che storia racconta?
«Il libro è una storia per ragazzi, ma adatto anche agli adulti, che racconta di un paese dove è stata proibita la musica ma dove una bambina, Mila, ha conservato la memoria della musica senza averla mai sentita direttamente. Mila aveva infatti sentito la musica prima di nascere quando era ancora nel ventre della madre e riesce quindi a ribaltare la situazione, togliere questa cappa di silenzio tirannico sopra il paese. La battaglia di un’orchestra nel nome della musica e della libertà».
L’incontro con la musica non avviene solo nel libro; anche nella sua presentazione di oggi non mancherà la parte musicale, di cosa si tratta?
«Esatto, oltre al libro c’è un altro evento che è la presentazione di un’orchestra europea e internazionale con la quale collaboro da tre anni e mezzo e dalla quale ho preso spunto per scrivere questa storia. L’orchestra si chiama Esyo, European Spirit Youth of Orchestra e i musicisti sono davvero bravissimi e tutti giovanissimi. Stasera sarà presente anche la giovane Aleksandra Latinovic, una ragazza di 16 anni serba. L’abbiamo scoperta che aveva 14 anni e mi ha dato molti spunti per la scrittura di questa storia perché fino all’età di cinque anni non parlava, era muta. Non parlava perché non le interessava parlare, il mondo era molto più interessante da ascoltare. Un giorno ha visto il fratellino suonare il violino, glielo ha preso ed ha cominciato a suonare lei stessa e questo le ha sbloccato anche l’espressività e ha iniziato a parlare. Le corde del violino le hanno sollecitato le corde vocali. È una storia molto particolare, una piccola fiaba e l’eroina della mia storia nasce proprio dall’incontro con Aleksandra».
Qual è la particolarità di questa orchestra?
«La particolarità dell’orchestra è quella di rinascere ogni anno da zero, si fanno nuove selezioni e si riparte da capo. Sono oltre 2mila gli orchestrali che questa orchestra ha formato. Un’esperienza che possiamo chiamare iniziatica e che unisce al punto che molti degli ex allievi una volta entrati nelle grandi orchestre internazionali ritornano a farci compagnia come insegnanti perché vogliono che altri ragazzi possano fruire di quello di cui hanno fruito loro. Per me è stata un’esperienza straordinaria perché vivere per settimane con ragazzi che non si conoscono e che nel giro di pochi giorni diventano un gruppo affiatato è una grande emozione. Sono giovani che diventano anche ambasciatori dell’idea europea. La musica, infatti, abbatte tutti i pregiudizi».
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