Gazzetta di Modena

Da Ubik un libro a cinque mani

Da Ubik un libro a cinque mani

Domani, sabato 10 febbraio, alla Ubik di Modena, in via dei Tintori, alle 18, presentazione del romanzo “I ribelli di Nuova Europa” (Ciesse edizioni). A scriverlo, rigorosamente in ordine alfabetico,...

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Domani, sabato 10 febbraio, alla Ubik di Modena, in via dei Tintori, alle 18, presentazione del romanzo “I ribelli di Nuova Europa” (Ciesse edizioni). A scriverlo, rigorosamente in ordine alfabetico, sono stati Sara Bosi, Simone Covili, Massimiliano Prandini, Gabriele Sorrentino e Marcello Ventilati ovvero il Collettivo XomegaP. Cinque autori, cinque teste, una scrittura collettiva. L'ingresso è libero, chi sarà presente potrà scoprire come si realizza un romanzo scritto a più mani e più teste. Nell'attesa abbiamo rivolto qualche domanda agli autori.

Cos'è il collettivo XomegaP?

«XOmegaP è un laboratorio di scrittura creativa e collettiva nato nel 2005 a Modena. L'obiettivo del laboratorio è quello di permetterci di crescere come scrittori attraverso il confronto. Come gruppo scriviamo narrativa di genere, cercando quando è possibile la sperimentazione letteraria. In questi dieci anni, il laboratorio ha prodotto diverse antologie e romanzi e ha partecipato ad altrettanti progetti per la promozione della scrittura».

Di cosa parla il romanzo che presentate?

«Nuova Europa è una megalopoli in cui i Tetrarchi controllano l’intera produzione e distribuzione dell’energia, unica vera ricchezza e moneta di scambio del continente. Il professore Zielinski decide che è giunto il momento che il Tetrarcato perda questo suo dominio e progetta un cristallo, l’Ergoprisma, capace di trasformare ogni cristallo del continente in un accumulatore, rendendo così l’energia che viaggia nell’etere disponibile per tutti. Qualcosa però va storto. Un’irruzione costringe i ribelli alla fuga e toccherà a Ginevra, giovane assistente del professore, portare a termine la missione. Braccata da un assassino e dalla Polizia Energetica, con l’unico aiuto di un uomo emerso dal suo passato, la ragazza si lancerà in una corsa contro il tempo per salvare Nuova Europa dalla distruzione».

A che genere letterario possiamo avvicinarlo?

«I Ribelli di Nuova Europa, come impianto narrativo, è certamente un distopico: abbiamo un mondo assoggettato a un regime che ci mostra un possibile futuro in cui l’energia è controllata da una singolarità. Questo però non toglie che vi siano contaminazioni di altri generi, come il thriller e il cyberpunk, ma anche il più semplice poliziesco. Possiamo dire che l’obiettivo è stato quello di scrivere qualcosa che avesse un alto ritmo narrativo e che fosse divertente e appassionante da leggere».

Monica Tappa



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