Gazzetta di Modena

Sguardi sull'isola di meraviglie

di Michele Fuoco
Sguardi sull'isola di meraviglie

Al Centro Muratori Megisti nelle foto di Davide Pivetti. In saletta incisioni su S. Macario 

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MODENA. È andato alla scoperta dell'isola di Kastellorizo il gionalista Davide Pivetti con la sua macchina fotografica. Un sogno coltivato a lungo e realizzato pochi mesi fa, quando il fotografo trentino si è recato nell’isola della Grecia, geograficamente in Asia Minore, per tessere un colloquio con quei luoghi e la loro gente. Un'isola piccola e deliziosa che i greci chiamano Megisti, i turchi Meis, gli italiani Castelrosso, e che non ha perduto nemmeno una scintilla della sua antica bellezza. La rese famosa, 25 anni fa, Gabriele Salvatores con “Mediterraneo”, che ottenne a Los Angeles il Premio Oscar come miglior film straniero, anche per il brillante cast di attori, la magnifica sceneggiatura di Enzo Monteleone, le musiche di Giancarlo Bigazzi e la fotografia di Italo Petriccione. Molti gli italiani che approdano in Grecia, ma pochi si sono avventurati nell'isola d'incanto del Dodecaneso che, tuttavia, resta una meta spesso dimenticata dai turisti stranieri. Ecco allora il recupero “d'immagine” che Pivetti fa con i suoi scatti, da vedere, fino al 25 febbraio, al Centro Studi Muratori Muratori nella mostra “L'Isola dell'oblio. Magisti. Importanza strategica zero”. Le fotografie consentono di ritrovare quei posti visti nel lungometraggio. Pivetti ha potuto “dialogare” con le persone impiegate come comparse nel film del 1990. Forte è l'identità con l'isola abitata da 250 “anime” orgogliose di appartenere ad un'antica civiltà, come la Grecia, che ha dato i natali a celebri filosofi, poeti, artisti. Il visitatore si troverà di fronte a 35 immagini, con citazioni del film, che conducono ad ammirare nuove case, abitazioni ristrutturate dopo i bombardamenti dell'ultima guerra, i numerosi terremoti. Case, anche abbandonate, dai colori luminosi, che si affacciano a circonferenza sullo splendido mare e guardano alle vicine montagne. La mostra, che si connota di una intervista esclusiva a Giuseppe Cederna (nel film è l’attendente Antonio Farina), e schede illustrative su isola e film, gode del patrocinio del Consolato di Grecia per l’Emilia Romagna. Nella saletta vengono presentate storiche incisioni su San Macario di Alessandria e il suo culto a Redù di Nonantola, uno dei padri del deserto egiziano del III e IV secolo. Si tratta di immagini riguardanti il tema anima e corpo affrontato nel poema “Soul and Body in Old English” tratto dal codice nonantolano Sessoriano 52. Ne è nato un libro di cui è autore Matteo Malaguti. Di pregio le opere grafiche che il giovane ricercatore, che lavora spesso all'estero, è riuscito a collezionare in pochi anni.



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