Galleria Estense di Modena capolavori su carta
Da domani la mostra di disegni di Correggio, Orsi, Carracci, Reni, Guercino e altri autori
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MODENA. Chi frequenta la Galleria Estense a Palazzo dei Musei è abituato a questi “inserti” espositivi temporanei lungo il percorso del museo derivati dalle collezioni ducali. Ha infatti già visto rassegne su matrici e manoscritti ebraici. Quella che, prima a Ferrara e poi nella capitale Modena, fu una delle principali collezioni europee grazie ai nomi degli artisti presenti e anche alla varietà dei materiali raccolti, infatti ben si presta a focus come questo dedicato al disegno.
Domani, 17 febbraio, al 13 maggio si terrà “Da Correggio a Guercino. Capolavori su carta della collezione dei duchi d’Este” incentrata su una selezione di disegni di autori di ‘500 - ‘600 quali Correggio, Lelio Orsi, Ludovico, Annibale e Agostino Carracci, lo Scarsellino, Guido Reni, Guercino. I disegni li ha selezionati l’esperto Federico Fischetti dalle collezioni di circa 800 pezzi conservati nei depositi, ma in origine la raccolta era molto più ampia. Fino al ‘700, infatti, ne contava 2.840, ma con le spoliazioni napoleoniche la stragrande maggioranza dei 1300 fogli depredati dalla Francia sono finiti al Louvre dove sono tutt’ora. È Martina Bagnoli, direttore delle autonome Gallerie Estensi di Modena, Ferrara e Sassuolo a illustrare il percorso con le opere scelte.
«L’appuntamento si offre anche come occasione di confronto fra i nostri disegni e alcuni dei capolavori visibili a pochi metri, all’Estense. Pensiamo al Putto disegnato a matita rossa su carta dal Correggio che mostra già in nuce il tocco morbido proprio dei dipinti del maestro emiliano come la bellissima Madonna Campori, per proseguire con la Flora, studio preparatorio per il dipinto che decorava il soffitto dell’appartamento di Virginia de’ Medici a Palazzo dei Diamanti a Ferrara, esposto in Galleria insieme ad alcuni altri degli ovali originari della serie. Fra questi, doveva esserci anche un Eolo di cui resta oggi traccia unicamente nel disegno di Agostino Carracci esposto nella nostra mostra». Le opere ordinate lungo il percorso si focalizzano soprattutto sul ‘600, un secolo d’oro per l’arte estense. «Anche il San Sebastiano di Annibale Carracci - continua Bagnoli - rimanda idealmente alle ricche presenze di opere dei Carracci nelle collezioni di origine ducale. Ecco poi Diana e Endimione di Lelio Orsi che si presta a puntuali riscontri stilistici con l’ottagono raffigurante il Ratto di Ganimede, originariamente dipinto a fresco dall’artista per l’omonimo camerino della Rocca di Novellara e ora esposto nella sala attigua a quella espositiva. Di Guercino le Gallerie estensi possiedono alcuni dei capolavori: la Maddalena penitente, disegnata con sottili e insistenti tratti a penna su carta, rimanda allo splendido Venere, Marte e Amore, al Martirio di San Pietro e agli altri dipinti del Barbieri ammirabili nel museo. Il meno celebre, ma ugualmente interessante Scarsellino, rappresentato in mostra dal Battesimo di Cristo, fu artista molto attivo per i duchi d’Este e ancor oggi le Gallerie possiedono numerose e significative sue opere». Chiude la serie della mostra-dossier il grazioso cartone a carboncino con Due angioletti di Guido Reni e rare tempere su pergamena del bolognese francescano Bonaventura Bisi, detto Padre Pittorino.
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