Gazzetta di Modena

Chiude la mostra su Leonardi con il pianoforte di Ottaviucci

Chiude la mostra su Leonardi con il pianoforte di Ottaviucci

Per l’ultimo giorno di visita a “L’architettura della vita” un concerto dell’AdM Sarà il primo di una rassegna dedicata al cinquantenario della stagione del ‘68

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MODENA. Oggi, 18 febbraio, ultima occasione per visitare la mostra “Cesare Leonardi. L'Architettura della Vita”, che si chiude con un concerto a cura degli “Amici della Musica”, in programma alle 17 a Palazzo Santa Margherita (corso Canalgrande 103).

Un’occasione per riflettere un’ultima volta sulla produzione, locale e insieme “oltre i confini”, di Cesare Leonardi. Una ricerca progettuale multiforme che porta in sé tutta la forza di trasformazione e rinnovamento dell’utopia. La mostra, a cura di Andrea Cavani e Giulio Orsini, ospitata in entrambe le sedi della Galleria Civica di Modena - Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini - è stata visitata complessivamente nelle due sedi da oltre 23 mila persone. Orario: 10.30-19, ingresso gratuito.

In occasione del finissage, nella sala grande di Palazzo Santa Margherita si potrà assistere al concerto “Movimento in musica, musica in movimento 1968-2018” con Fabrizio Ottaviucci al pianoforte (musiche di Cadrew, Curran, Scelsi, Riley) organizzato da Amici della Musica. L'occasione è speciale: con questo concerto prende infatti il via un progetto che gli AdM dedicano al cinquantenario del '68 e che proseguirà durante questa stagione e all'inizio della prossima.

Protagonista del concerto modenese sarà il pianista Fabrizio Ottaviucci, uno dei migliori interpreti del repertorio “contemporaneo”, ospite dei festival di maggior prestigio nell’ambito della nuova musica e collaboratore dei più grandi compositori della scena attuale: dopo essersi diplomato presso il Conservatorio di Pesaro, ha tenuto centinaia di concerti nelle maggiori città italiane e tedesche e tournée in Spagna, Inghilterra, Polonia, Austria, Svizzera, Usa, Canada, Messico, India e Corea del Sud. Sue esecuzioni sono state trasmesse da canali radiofonici nazionali (Rai Radio 3) e internazionali.

Il programma del concerto propone istanze e contenuti emersi proprio con le avanguardie degli anni ’60; si inizia con il brano “Treatise” dell'inglese Cornelius Cardew, uno degli esempi più famosi di indeterminatezza musicale: la partitura grafica infatti evita sistematicamente qualsiasi notazione musicale convenzionale e lo spartito si compone così di linee, simboli e numerose forme geometriche e astratte, senza specificazioni riguardanti il numero degli esecutori, le tipologie di strumenti da usare, le durate o qualsiasi riferimento temporale. La partitura prende così vita in forma diversa a ogni nuova esecuzione, demandando quasi tutte le scelte all'interprete e alla sua capacità improvvisativa.

Proprio a Cardew è dedicato il secondo brano, “For Cornelius”, del compositore Alvin Curran, il cui stile è caratterizzato da turbinosi accordi che creano ritmi e risonanze sorprendenti, quasi da organo a canne; il concerto si chiuderà quindi con i Cinque Incantesimi di Giacinto Scelsi e con i due Keyboard Studies per pianoforte e nastro magnetico di Terry Riley, ben rappresentativi dei procedimenti minimalisti sviluppati dal musicista statunitense.

Come tutti i concerti della rassegna, l’ingresso è gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.



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