Due appuntamenti con il monologo di Saverio La Ruina
RUBIERA E MODENA. Doppio appuntamento con lo spettacolo “Masculu e Fìammina”, di e con Saverio La Ruina (in foto): un figlio in un dialogo aperto con la madre che non c’è più. Il primo è per le 21 di...
RUBIERA E MODENA. Doppio appuntamento con lo spettacolo “Masculu e Fìammina”, di e con Saverio La Ruina (in foto): un figlio in un dialogo aperto con la madre che non c’è più. Il primo è per le 21 di oggi, al Teatro Herberia di Rubiera; il secondo domani sera, sempre alle 21, al Drama Teatro di via Buon Pastore 57. Tra i più originali rappresentanti della scena teatrale contemporanea La Ruina (attore e regista) presenta uno spettacolo sulle confessioni più intime, sulle memorie inconsolabili che ricongiungono, grazie alle parole, il passato al presente. Un delicato monologo di un uomo sulla tomba della madre che non richiede risposta perché la voce contiene e salva in sé tutte le nostalgie e le immagini di ciò che è stato. Protagonista è Peppino che raggiunge il cimitero in un giorno di neve, libera l’immagine della vecchia madre dal ghiaccio e inizia a raccontare quel che è stato della sua vita dal principio, come in un romanzo di formazione sopraffatto dal soliloquio. Cesella un frammento di vita che porta in sé lo stupore per prime infatuazioni giovanili e il dolore per certe offese taciute o gridate da tutto il paese (siamo in una cittadina della Calabria) contro quel ragazzo che non fa mistero delle sue scelte sessuali. Il suo è un caso che verrà a ripetersi tristemente dal Sud al Nord, con la stessa violenza e con la stessa indifferenza. Il racconto di Peppino passa attraverso la paura dell’etichetta di “diverso”. La confessione di un figlio alla madre mostra la resa consapevole a una vita di silenzi e di fughe dalle persecuzioni verbali e fisiche. Una vita che Peppino trascorre imparando il mestiere di barista e affidandosi in clandestinità all’unico compagno che gli abbia dichiarato amore. L’isola di neve da cui fa capolino la tomba e su cui si riversano parole, canzoni e volti di un tempo è un traguardo protetto di ricordi che si ripiegano mentre riferiscono di Alfredo, il compagno amato e ucciso dalla violenza del perbenismo.
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