Gazzetta di Modena

Tra letteratura occidentale e animazione giapponese: cartoni animati in passerella

di Stefano Luppi
Tra letteratura occidentale e animazione giapponese: cartoni animati in passerella

MODENA. Saranno felici i ragazzi - ma questo è semplice: siamo al Museo della Figurina Panini, un tempio delle “figu” - così come pure i nati negli anni Settanta e anche quanti analizzano la cultura...

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Saranno felici i ragazzi - ma questo è semplice: siamo al Museo della Figurina Panini, un tempio delle “figu” - così come pure i nati negli anni Settanta e anche quanti analizzano la cultura che c’è dietro i cartoon. Apre infatti al pubblico, domani, sabato 3 marzo - inaugurazione con visita guidata gratuita oggi alle 18 - “World Masterpiece Theater. Dalla letteratura occidentale all'animazione giapponese”, ultima mostra di un ciclo iniziato nel 2014 e dedicato all’analisi degli anni Ottanta e Novanta, tra tv, musica e sport, rappresentanti delle immagini disegnate e dei cartoni animati.

Proprio la capacità di “intercettare” pubblici diversi è alla base delle scelte espositive del museo modenese, unico al mondo - contiene 500mila figurine donate dalla famiglia Panini - che oggi fa parte di Fondazione Mav e che, in questa occasione, si dedica al Giappone. «Proprio il titolo “World Masterpiece Theater” - spiega la curatrice Francesca Fontana - richiama il “Teatro dei capolavori del mondo” che deriva dal giapponese “Sekai meisaku gekijo”. Esso è stato un fortunatissimo ciclo di cartoni animati prodotto dalla Nippon Animation tra il 1975 e il 1997. Lo stile Meisaku era caratterizzato da cura minuziosa dei dettagli arricchita da una qualità grafica superiore rispetto, ad esempio, agli “anime” dello stesso periodo. Queste produzioni sono importanti perché basate sulla letteratura occidentale per i ragazzi, hanno intenzioni fortemente educative, sui costumi occidentali, per i nipponici».

Nelle vetrine del museo, collocato a Palazzo Santa Margherita, sfilano dunque oggetti e album che si riferiscono a questi cartoni che i trenta-quarantenni di oggi soprattutto non possono certo dimenticare. Appaiono infatti i volti “familiari” di Heidi, il nonno e Peter, Marco protagonista da “Dagli appennini alle Ande” e tratto dal libro Cuore, Anna dai capelli rossi. Come dimenticare ad esempio Tom Story, tratto da Le avventure di Tom Sawyer? E non bisogna credere si tratti solo di vacue immagini animate perché i messaggi, magari non sempre seguiti, sono importanti: in Heidi, nata nel 1974 dal genio di Isao Takahata e Hayao Miyazaki, è molto evidente l’ecologismo con il nonno che educa la nipotina ad amare e parlare con gli alberi e gli animali.

Ma tra i materiali esposti ci sono anche materiali che non fanno parte ufficialmente del World Masterpiece Theater, ciclo concluso nel marzo 1997. Ne condividono le tematiche e i prodromi anche cartoni come L'ape Maia (1975), Jacky, l'orso del monte Tallac (1977), D'Artacan e i tre moschettieri (1981), Il giro del mondo di Willy Fog (1983), Il libro della giungla (1989), Remi - Le sue avventure (1977), Capitan Futuro (1978).

Alla presentazione della mostra anche il vicesindaco Gianpietro Cavazza («Ci occupiamo di innovazione e continuità in questo giacimento culturale unico al mondo») e Diana Baldon, direttore di Fondazione Mav: «Questi cartoni hanno importanza per gli aspetti psicologici e l’estetica della cultura popolare. Io amo e odio Heidi perché all’asilo ero soprannominata così».

INFO. Mostra a ingresso gratuito fino al 22 luglio, www.museodellafigurina.it.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google