I prodigi di tecniche in armonia
Ad Arte su carte il progetto di William Xerra realizzato nel Laboratorio di Roberto Gatti
MODENA. Una singolare esperienza di lavoro, presso il Laboratorio d'Arte Grafica, sottendono le grandi opere su carta di William Xerra esposte, fino al 14 aprile, alla galleria Arte su carte, in via Fratelli Rosselli 23. Cinque mesi di fatica per realizzare, con la collaborazione di Roberto Gatti, 15 opere di notevoli dimensioni: 14 hanno la stessa base, stampata con tecnica calcografica in diversi colori e con varianti di elementi di immagini. «Il quindicesimo foglio - nota Sandro Parmiggiani - è di misura inconsueta, verticale, e allude all'enigma di un possibile ritratto che intenda sottrarsi e sfuggire alla visione». Tutto nasce da una lastra di alluminio, adoperata in una azienda per etichette metalliche, che l'ottantenne artista fiorentino, che vive a Ziano Piacentino, ha custodito a lungo nel suo studio, fino a quando negli ultimi mesi dello scorso anno è stata utilizzata nel laboratorio di via Verona per creare una serie di opere, tutte differenti, pur avendo una base calcografica. Xerra l'ha sottoposta ad interventi di tecnica mista, con la pittura, il collage, la scrittura, la fotografia, l'intaglio. Ecco “Frammenti dal Cantico dei Cantici”, “Dialogo assente”, “Ritratti”, “Orizzonte”, “Omaggio a Giulia”, “Labirinto”, “La ricerca dell'indulgenza”, “Appoggiando l'orecchio al muro” che si connotano di stesure di colori, di scritture, di una foresta di segni di mutazione, collage, filo di ferro, si nutrono delle confluenza di saperi del passato e contemporanei, di lacerti di antichi dipinti, di frammenti di senso, di intrecci di linguaggi e tensioni iconografiche. Un'operazione che va sotto il nome di “Propizio è il laboratorio” per una iniziativa particolare che ha determinato una esperienza creativa totale per Xerra, capace di impiegare qualsiasi tecnica, coerente con il suo pensiero. Il laboratorio non si offre solo come luogo di elaborazione di un progetto grafico, ma consente all'artista, mettendo a disposizione le proprie attrezzature, materiali e conoscenze, di sperimentare più ampie forme espressive con tecniche fortemente diversificate. È quanto accoglie un libro d'arte, edito da Roberto Gatti in 500 esemplari, con le presentazioni di Remo Bodei e di Sandro Parmiggiani e cinque componimenti poetici di Giulia Niccolai. “Assenza di vuoto”, che è il titolo della mostra, significa per Bodei che «le immagini si aprono al visibile nel loro sottrarsi. Sono immagini dai margini sfilacciati, al pari della nostra esperienza attuale, in cui la parte allude al tutto, senza però pretenderlo di raggiungere; in cui l'informe allude all'armonia delle forme». Una mostra da vedere.
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