Concerti e stage: tre giorni con il Jeremy Pelt Quintet a Modena
L’Accademia di Musica Moderna, l’Osteria del Bottegaio e lo Smallet Club sedi degli incontri con uno dei gruppi più apprezzati del panorama newyorkese
MODENA. Una settimana intensa per gli appassionati di Jazz e Black Music. Gli Amici del Jazz di Modena ospitano per tre giorni il quintetto di Jeremy Pelt, con un programma ricco, che vedrà domani, dalle 15.30, all’Accademia di Musica Moderna (via Villafranca 21), un workshop di musica d’insieme che selezionerà giovani musicisti per il 30 aprile, quando il Modena Jazz festival dedicherà loro una serata per L’International Jazz Day, il workshop. La sera poi il batterista Jonathan Barber, giovane emergente visto come l’erede di Tony Williams, si unirà al Free quintet nella consueta Jam del lunedì dell'Osteria del Bottegaio di via Nazario Sauro 7. Martedì, allo Smallet Jazz Club (Bocciofila Sirenella di via Montegrappa 46) il concerto del Jeremy Pelt Quintet, con la solita formula, ovvero cena e concerto o solo concerto con consumazione. Infine, mercoledì il bassista Richie Goods, parteciperà alla Jam Funky dell' Osteria del Bottegaio. Goods è un bassista eclettico molto ispirato dal basso elettrico, oltre che dal contrabbasso. Questi i musicisti del Jeremy Pelt Quintet: Jeremy Pelt (tromba), Victor Gould (piano), Richie Goods (double bass), Jonathan Barber (batteria), Jacqueline Acevedo (percussioni). Il Jeremy Pelt Quintet è fra i gruppi più seguiti e apprezzati del jazz newyorkese. È da poco uscito l’ultimo disco “Jive Culture”, un capolavoro che vede al suo fianco Ron Carter, Danny Grissett e Billy Drummond. Jeremy Pelt arriva a New York nel 1998 dopo la laurea conseguita presso il Berklee College of Music di Boston. Appena arrivato viene notato dai musicisti più importanti della Grande Mela e il suo primo ingaggio da professionista è stato con la Mingus Big Band. Quell’ingaggio è stato fondamentale sia perché gli ha consentito di incontrare i tantissimi talenti che facevano parte come lui dell’Orchestra, sia perché gli ha offerto un’enorme possibilità di crescita. Fin dal suo arrivo, Jeremy è stato tanto abile e fortunato da poter suonare con molti luminari del jazz di ieri e di oggi, mostri sacri del calibro di Jimmy Heath, Frank Wess, Charli Persip, Keter Betts, Frank Foster, Ravi Coltrane, Winard Harper, Bobby Short, Bobby “Blue” Bland, The Skatalites, Cedar Walton e molti altri ancora. L’impegno maggiore di Pelt attualmente è scrivere la musica per ognuna delle sue tre band: “Creation”, un sestetto composto da tromba, sax alto-clarinetto, vibrafono, chitarra, basso e batteria; “Noise”, una band semi-elettrica composta da tromba, chitarra, Rhodes, basso e batteria; e per finire il “Jeremy Pelt Quintet”. I suoi concerti sono stati recensiti e presentati dalle più importanti pubblicazioni in tutto il mondo. Dopo aver letto la biografia e la discografia di Pelt è facile comprendere perché Jeremy sia stato votato Rising Star della Tromba per due anni da una giuria composta da Downbeat Magazine e la Jazz Journalist Association. Prenotazioni cene ed entrate al 338/8635638; per info 345/7902481. (nic.cal.)
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