1948. Comune di Modena, linea morbida sui dipendenti da epurare
Accusati di collaborazionismo, si decide in una seduta segreta del Consiglio
Abbiamo votato per il nuovo Parlamento il 4 marzo. Può essere interessante scoprire come hanno votato i Modenesi il 18 aprile 1948 nelle 118 sezioni, dalle due che avevano sede nel Palazzo di Giustizia a quelle di Baggiovara, Marzaglia, Cognento, Freto … La prima cosa che salta all’occhio è la netta prevalenza della Democrazia Cristiana nei seggi del Centro storico: per la Camera nel seggio del Collegio San Carlo, ad esempio, il Fronte è votato da 194 elettori, e la D.C. da 328; in quello collocato alla Scuola Media “Paoli” il Fronte riceve 160 voti, e la D.C. 373; nel seggio collocato nell’Istituto Belle Arti i voti per la D.C. sono 359, per il Fronte solo 186. Ma se ci si sposta dal Centro storico alla periferia e alle frazioni i risultati sono diametralmente opposti: alle Scuole della Crocetta il Fronte incassa 467 voti, e la D.C. solo 121; nei quattro seggi delle Scuole di San Faustino i voti per il Fronte assommano a 1.572, e per la D.C. sono soltanto 582; nei due seggi delle Scuole della Sacca votano per il Fronte in 930, e per la D.C. in 210. Nelle Scuole di Santa Maria di Mugnano il Fronte è votato da 934 elettori, mentre la D.C. ne conquista solo 190, e a Navicello il Fronte batte la D.C. 512 a 77.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16626064:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16626064:1650050400/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
A Modena i voti di preferenza del Fronte Democratico Popolare vanno a Teresa Noce, Mario Ricci, Olindo Cremaschi e Gina Borellini, mentre i più votati della Democrazia Cristiana sono Alessandro Coppi, Attilio Bartole e Giuseppe Dossetti. Lasciando un attimo da parte la politica, ci piace ricordare che alla Biennale di Venezia di quell’anno 1948 (la manifestazione è nata nel 1895!) furono invitati Tino Pelloni, Nereo Annovi, Ghigo Zanfrognini, Pompeo Vecchiati, Giovanni Bandieri e Benito Boccolari. In quell’anno Tazio Nuvolari, ormai anziano (era nato nel 1892 e morirà nel 1953), corse la sua ultima “Mille Miglia” con una Ferrari 166 SC, e nel primo tratto di gara fece segnare il miglior tempo assoluto. Aveva perduto venendo da Bologna quasi un quarto d’ora, ma aveva ancora un vantaggio di 22’ su Biondetti, che sarà il vincitore.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16626060:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16626060:1650050400/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Fece togliere prima il cofano motore per ovviare a una chiusura imperfetta, poi volò via un parafango, poi si ruppe il supporto del sediolo del meccanico e infine, dopo una derapata troppo accentuata, si incrinò il supporto di una balestra. All’altezza della chiesa di Villa Ospizio vicino a Reggio dovette fermarsi. Condotto in canonica Nuvolari, che si reggeva appena, venne coricato su un letto; sembrava sfinito, non ricordava più nulla. Il medico della sua scuderia decise di praticargli una puntura di canfora. Le sue condizioni migliorarono e voleva riprendere la corsa, ma Enzo Ferrari gli impose di fermarsi e di ritirarsi. A metà maggio il Consiglio Comunale si riunisce in seduta segreta per affrontare un tema estremamente delicato. Si tratta infatti di decidere la sorte di 43 dipendenti comunali, tra salariati e impiegati, denunciati subito dopo la Liberazione alla Commissione di Epurazione per il loro atteggiamento collaborazionista, sospesi dal servizio e in attesa di una decisione nei loro riguardi. Alla fine 8 di loro sono riassunti in servizio, 7 sono collocati a riposo e gli altri vengono collocati in disponibilità a metà stipendio.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16626067:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16626067:1650050400/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Agli inizi di giugno si inaugura nella piazza omonima la fontana con la statua di San Francesco realizzata anni prima da Graziosi (era morto nel 1942), voluta dall’Amministrazione Comunale, e in serata “il signor Fini proprietario dell’omonimo ristorante per festeggiare l’inaugurazione ha offerto un lauto pranzo di 140 coperti ai lavoratori addetti ai “Cantieri Scuola” e a numerosi poveri della Parrocchia di San Francesco”. E la “Gazzetta”, di certo non di sinistra, pubblica una simpatica “Lettera di Frate Francesco a Corassori Sindaco”: “Frate Corassori, concedi che io mi rivolga a te che tieni la tua signorìa sulla città, e ti parli dopo che stamani abbiamo fatto conoscenza. E tanto più giocondamente io, che sono il più comunista dei Santi, mi rivolgo a te che da compagni tuoi sei ritenuto il più santo dei comunisti. Frate, io bramo dirti questo: tu pensi forse di restare nelle istorie modenesi come costruttore di cose grandiose, e non sai che questa in sé piccola opera, che dona alla piazza una nuova aria fra il dolce e l’austero, è la cosa più egregia che tu e gli altri reggitori del Comune abbiate fino ad ora fatto. Forse ti sorprenderà, ma fa d’uopo che tu sappia che tu rimarrai nelle cronache come il “Sindaco di San Francesco”.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16626072:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16626072:1650050400/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il 9 giugno alle 3 del mattino un pescatore scopre sotto il Ponte Alto il corpo di una donna.
Non si sa se si tratti di omicidio o di suicidio, né si sa chi sia la donna. Pian piano si scopre la sua identità. È una donna di Reggio, infermiera presso il manicomio di quella città. L’autopsia rivela che era incinta da almeno tre mesi. La ragazza era fidanzata con un agente della Questura di Reggio, e i parenti confidano che “da qualche tempo era abbattuta e nervosa, anche perché le visite del fidanzato si facevano sempre più rare”.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16626073:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16626073:1650050400/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ma resta il mistero: è venuta in bicicletta da Reggio fino al Ponte Alto? E perché? E dov’è allora la bicicletta? Si tratta di un suicidio o di un omicidio?
La vicenda ovviamente appassiona l’opinione pubblica. L’autopsia stabilisce che “la donna è deceduta con ogni probabilità nel volgere di breve tempo in seguito a emorragia dovuta a parto o a procurato aborto”.
Le illazioni alimentano la vendita della “Gazzetta”, ma il mistero rimane.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16626076:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16626076:1650050401/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
“È giunta un paio di giorni fa, e ieri sera ha tenuto il suo primo spettacolo, la troupe Palmiri. Ma bisogna dire che la sua fama è giunta assai prima dei numerosi automezzi grigi della troupe che si è accampata in Piazza Matteotti. È subito sorta una aerea costruzione metallica, alta quanto basta a dare le vertigini a chi la guarda da sotto in su, e se qualcuno, invitato a salire ai cinquantadue metri del pennone dove Giovanni Palmiri oscilla ritmico compiendo esercizi acrobatici, si sente in dovere di declinare l’invito, lo faccia senza timore e vergogna”. Evidentemente la Piazza era ancora il largo spazio creato dal fascismo per realizzare Piazza Impero, poi trasformato in un laghetto dove si andava a pescare.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16626078:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16626078:1650050401/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Solo nel 1949 la giunta Corassori e l’ing. Mario Pucci riuscirono a portare a termine il progetto iniziale, grazie all’intervento dell’INA (I Palmiri aprono nel dopoguerra il circo Olimpico, che poi si trasforma in Arena Azzurra, ed è con quella che la loro popolarità sale alle stelle. È l’esperienza dei numeri aerei, che si perfezionerà in quella che darà vita alle prodezze degli acrobati folli. Grazie ad un apparecchio girevole, una motocicletta poteva correre su una piattaforma circolare bilanciata con un trapezio su cui un acrobata compiva le proprie evoluzioni. Nel 1946 una nuova attrazione accende l’interesse sugli uomini volanti: è quella del “bolide umano”, un tuffo nel vuoto con le caviglie legate a due lunghe funi. Erano cavi d’acciaio resi un poco più “morbidi” da grandi molle. Ma le copertine dei rotocalchi non si fecero mancare lo scatto storico: Giovanni Palmiri, nell’agosto del 1947, appeso con le gambe a un trapezio fissato nella parte bassa di un biplano, a testa in giù, depose un mazzo di fiori alla Madonnina sul Duomo di Milano dopo avere eseguito alcuni esercizi in volo).
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16626081:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16626081:1650050401/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ma passiamo agli avvenimenti politici di quell’anno, importantissimi.
Dopo le elezioni del 18 aprile, che hanno visto la sconfitta delle sinistre, l’11 maggio, al 4° scrutinio, Luigi Einaudi è eletto Presidente della Repubblica. E il 24 maggio Alcide De Gasperi, nonostante la grande massa di voti ricevuti, forma il suo 5° governo con P.L.I., P.R.I. e P.S.L.I.
In politica estera lo scontro tra l’U.R.S.S. e le potenze occidentali si fa più acceso, e il 24 giugno ha inizio il Blocco di Berlino.
Ma è in Italia che la tensione sale alle stelle, rischiando di provocare una guerra civile, perché il 14 luglio Antonio Pallante spara a Palmiro Togliatti.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16626085:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16626085:1650050401/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La mattina del 14 luglio a Montecitorio è in corso una discussione tenuta da Giulio Andreotti sugli approvvigionamenti di carta da distribuire alle varie testate giornalistiche: pochi deputati sono presenti in aula, probabilmente per la “scarsa rilevanza politica del dibattito”. Verso le 11,30 il leader del P.C.I. Palmiro Togliatti decide di allontanarsi dall’aula accompagnato da Nilde Jotti, sua compagna anche nella vita, procedendo come suo solito per l'uscita secondaria che sbocca in Via della Missione.
In quel punto lo aspetta l’“estremista” siciliano Antonio Pallante: corre verso Togliatti e gli spara contro quattro colpi di pistola calibro 38, colpendolo alla nuca, alla schiena e al costato.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16626086:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16626086:1650050401/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Le comunicazioni ANSA di quella mattina riportano: “Roma 14 luglio – Stamane, verso le 11,30, mentre l’Onorevole Togliatti usciva dalla porta del Palazzo di Montecitorio, in compagnia dell’On. Leonilde Jotti, veniva affrontato da un giovane che poi si è appreso essere Antonio Pallante, studente universitario venticinquenne, il quale gli sparava contro alcuni colpi di rivoltella – sembra quattro – tre dei quali lo raggiungevano in varie parti della regione toracica” (ore 12,00). Il leader del P.C.I. prima di essere trasportato d’urgenza al Policlinico di Roma, nonostante sia morente a terra, ha la forza di comunicare a Nilde Jotti le seguenti parole: “Prendi la mia borsa e portala a Longo”. Giunto in ospedale, viene immediatamente operato dal chirurgo Pietro Valdoni: le sue condizioni sono critiche e si teme per la sua vita.
L’attentatore, che risulterà poi essere iscritto al Partito Liberale, viene bloccato dai carabinieri durante il tentativo di fuga; dichiara di aver agito in completa autonomia, ed anche le successive indagini lo riconosceranno come unico responsabile dell’agguato (Pallante verrà condannato a scontare tredici anni di carcere, ma la Cassazione deciderà di ridurre la pena a quattro anni).
La notizia dell'attentato si diffonde in tutto il Paese con il Giornale radio delle 13, e ovunque la reazione dei lavoratori è immediata: scioperi spontanei, occupazioni delle fabbriche, cortei, scontri con le forze dell'ordine, assalti alle prefetture, alle questure e alle sedi dei partiti di governo.
SEGUE A PAG. 22
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

