Dedicato al mandolino sulle note modenesi di Silvestri e Sgallari
MODENA. Ultimo appuntamento di Protagonista il Mandolino, rassegna dell’“Ensemble Mandolinistico Estense” con l'Istituto Vecchi - Tonelli. La direzione artistica è affidata al Maestro Roberto...
MODENA. Ultimo appuntamento di Protagonista il Mandolino, rassegna dell’“Ensemble Mandolinistico Estense” con l'Istituto Vecchi - Tonelli. La direzione artistica è affidata al Maestro Roberto Palumbo, direttore dell'Ensemble Mandolinistico. Il cartellone di questa edizione, dedicata ai virtuosi del mandolino del mondo, presenta per questo concerto, alle 18 di oggi, all'Auditorium della Corale Rossini (via Livio Borri 30), ad ingresso libero, l'Orchestra di mandolini e chitarre Città di Brescia e l'Ensemble Mandolinistico Estense dirette dal Maestro Claudio Mandonico. Il programma del concerto è dedicato alle opere di due importanti musicisti di Modena e Spilamberto, Primo Silvestri e Giuseppe Sgallari, al fine di porre in evidenza la tradizione mandolinistica esistente a Modena e provincia fra ‘800 e ‘900. Silvestri, nato a Modena il 9 maggio 1871 e morto il 6 febbraio 1960, dedicò tutta la sua vita alla divulgazione della musica, in particolare quella per strumenti “a plettro” ed “a pizzico”, svolgendo un’importante attività didattica, esecutiva e compositiva, culminate nella fondazione, nel 1925, di un’orchestra cittadina di 50 elementi, divenendo così un punto di riferimento nell’ambiente musicale cittadino ed europeo. Nei primi decenni del Ventesimo secolo era infatti molto diffuso questo tipo di compagine orchestrale costituita da strumenti a pizzico. Giuseppe Sgallari nacque a Spilamberto il 17 dicembre 1868. Sebbene non avesse frequentato il conservatorio, studiò armonia e contrappunto con il direttore dell'Orchestra della Marina Militare. Trasferitosi a Lerici, riscosse un discreto successo dirigendo per alcuni anni un'orchestra di mandolini, La giovane Lerici. La sua notorietà aumentò con la pubblicazione di varie sue composizioni “leggere” sulla rivista Il mandolino di Torino, che in breve divennero molto popolari. Successivamente si trasferì a Bruxelles e nel 1903 a Londra, costruendosi una carriera internazionale come interprete, insegnante, direttore d'orchestra e compositore.
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