Andrea Marcolongo presenta il suo libro al forum Monzani di Modena
La scrittrice sarà ospite oggi pomeriggio: «Eroismo? Scegliere di essere se stessi»
MODENA. Oggi alle 17.30 Andrea Marcolongo presenterà al Forum Monzani il suo ultimo libro, “La misura eroica. Il mito degli Argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare” (Mondadori). Dopo il successo internazionale di “La lingua geniale”, sulla dignità del greco antico, l'autrice accompagna il lettore in un viaggio letterario e personale, partendo ancora una volta dalla lezione dei classici.
Saggio, manuale, autobiografia: a quale di questi generi afferisce questo libro?
«Non ho ancora trovato il mio genere letterario. Considero questo libro un diario del presente attraverso l'antico».
Per sbaglio ho letto “mare” al posto di “amare” nel titolo. Tuttavia mi sembra che qui lei evidenzi una certa relazione tra i due termini.
«Forse questo lapsus involontario è la sintesi del libro. Il mare, il viaggio, l'eroismo sono solo metafore per raccontare una storia di formazione che non riguarda un'età specifica, ma il viaggio di tutti noi nelle stagioni della vita, il superamento di noi stessi attraverso l'amore. Anche Platone confuse le parole “eroe” ed “eros”».
I pilastri su cui si fonda il suo libro sono il viaggio della nave Argo, narrato da Apollonio Rodio, e un manuale di sopravvivenza di un naufrago inglese della Seconda Guerra Mondiale. Accostamento insolito.
«Io non so scrivere di ciò che non amo. Queste due storie, diversissime tra loro, a prima vista non hanno niente in comune. Mi sono innamorata di entrambe in diversi momenti della mia vita e volevo scriverne. Le Argonautiche raccontano il primo viaggio per mare di una nave, mentre il manuale è stato scritto da un vero naufrago nel 1942. Da una parte una nave che salpa, dall'altra un naufragio. Tuttavia entrambi sono, per me, elogi alla vita. L'aspetto più importante, quando si è vittima di un naufragio per mare, è avere il desiderio di salpare ancora. Non importa se questa volta è andata male, il vero marinaio spera sempre di ripartire».
Cos'è la “misura eroica”?
«Era la concezione greca dell'eroismo. Per loro la misura eroica era quella di ogni uomo ed ogni donna che sceglievano di essere se stessi. Un eroismo a misura d'uomo. Ciò che oggi intendiamo per eroismo o atto significativo della vita è legato invece ad un'idea di gara, di premio e di ricompensa, di vittoria e di sconfitta. Volevo riportare ad una dimensione umana la misura dell'eroismo. Siamo tutti eroi perché tutti siamo chiamati a fare cose grandi in base alla nostra misura. Tutti vogliamo essere liberi di fare qualcosa, ma dobbiamo capire chi siamo e chi non siamo, cosa amiamo e cosa non amiamo; non tradirci in una vita da turisti, ma viverne una da veri viaggiatori, dentro di noi e poi nel mondo».
Lei ha vissuto in diverse città e da alcuni anni è di stanza a Sarajevo. A che punto è il suo di viaggio?
«Non mi sento per niente arrivata. Provo molta nostalgia, ma non so di cosa né di chi. Sarajevo corrisponde alla mia misura, sono felice lì. È il posto in cui mi sento a casa e dove nascono tutti i miei libri. È la mia terra del cuore, spesso in Italia mi sono sentita sola. Me ne sono andata dall'Italia per tornare a guardarla con meraviglia. Per il momento il mio più grande viaggio è stato tornare alla scrittura e scrivere questo libro».
Cosa consiglierebbe a chi desidera scrivere?
«Al momento insegno alla scuola Holden, nel giro di pochi anni sono passata dalla sedia alla cattedra. L'unico consiglio che mi sento di dare è quello di non farsi mai dire da nessuno come si deve scrivere, per non essere la copia sbiadita di qualcun altro. Bisogna trovare la propria voce».
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