Gazzetta di Modena

“La bella addormentata” con il Balletto Yacobson a Modena

“La bella addormentata” con il Balletto Yacobson a Modena

Va in scena, alle 21 di oggi, per la stagione di danza, al Comunale Pavarotti, “La bella addormentata” nell’interpretazione del Balletto Yacobson di San Pietroburgo

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MODENA. Va in scena, alle 21 di oggi, per la stagione di danza, al Comunale Pavarotti, “La bella addormentata” nell’interpretazione del Balletto Yacobson di San Pietroburgo.

Il secondo in ordine di composizione fra i balletti di Cajkovskij, fra “Lo Schiaccianoci” e “Il lago dei cigni”, “La bella addormentata” è uno dei più celebri classici di repertorio e uno dei titoli ottocenteschi più rappresentati. La coreografia originale fu presentata per la prima volta a San Pietroburgo nel 1890 da Marius Petipa che, ispirandosi alla fiaba di Charles Perrot, creò una produzione in stile Luigi XIV, reminiscenza dell'età d'oro del balletto francese permeato dello splendore di Versailles.

Con passi e figure d’estremo rigore formale, con una costruzione coreo-drammaturgica che sintetizza in maniera superba secoli d’esperienza, “La bella addormentata” mostra il livello raggiunto all’epoca della sua comparsa dalla danse d’école, di cui celebra principi e stilemi con legazioni di straordinaria eleganza. Nel dar vita al suo regale e raffinato ballet-féerie, Petipa si servì della fiaba di Perrault per esaltare il più puro classicismo. Una trama ben nota offrì il supporto per il dispiegarsi di un’azione intesa a porre nel massimo risalto tecnica, espressività e qualità compositiva

Al di là delle possibili riletture del capolavoro, “La bella addormentata” continua a esercitare un fascino incomparabile nella sua veste accademica, con i suoi splendidi passaggi e le sue incantevoli movenze. La versione presentata dal Balletto Yacobson di San Pietroburgo è una nuova produzione della compagnia in collaborazione con Jean-Guillaume Bart, coreografo francese di fama internazionale, ex-ballerino del Balletto dell’Opéra di Parigi, che ottenne il titolo di étoile proprio grazie all’interpretazione del ruolo del Principe Désiré ne “La bella addormentata”.
 

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