Alla Sala del Torrione una storia del ‘400
CASTELNUOVO. È la metà del '400 quando Giovanni e Giacomo Machella, due fratelli di origini castelnovesi, vengono assaliti mentre si trovano sulla strada che conduce a Castelnuovo. Fortunatamente,...
CASTELNUOVO. È la metà del '400 quando Giovanni e Giacomo Machella, due fratelli di origini castelnovesi, vengono assaliti mentre si trovano sulla strada che conduce a Castelnuovo. Fortunatamente, quella che sembrava una tragica vicenda si conclude in maniera imprevista, tramandandoci uno spaccato della vita del luogo e una cronaca dettagliata della storia locale. Attraverso una successione di immagini mute, disegnate per la mostra alla sala del Torrione di via Matteotti, l’artista genovese Cristiano Baricelli ci narra l’episodio, recuperando una storia poco conosciuta anche per molti castelnovesi; la mostra con i disegni di Baricelli inaugura alle 17 di domani. La riscoperta della vicenda che ha ispirato le tavole si deve allo storico castelnovese Marco Gibellini: «Nel mese di marzo 2009 - racconta Gibellini - al mercato antiquario di Modena acquistai un manoscritto recante in copertina la scritta “Memoria de Machelli 1296”. Il documento è privo di data e del nome dell'autore, ma la calligrafia, le abbreviazioni e i fatti raccontati, lo datano quasi certamente al secolo XVI». Racconta la storia della famiglia Machelli dall'anno 1296 quando nacque Berte Machella il cui nipote, Francesco, agli inizi del '400, fu costretto a fuggire da Formigine suo paese d’origine “a Castelnovo de Rangoni (ch)e non avea muri intorno e solo era una bastia de terra”, da pochi anni feudo di Jacopino Rangoni, dove si stabilì. Nel 1444 Francesco Machelli, padre di Giovanni e di Giacomo, protagonisti dell’agguato al pozzo de mori, divenne cittadino modenese; i Machelli, cioè, furono ammessi alla cittadinanza nobile modenese. La mostra, ad ingresso libero, aperta il sabato (15.30-18.30) e la domenica (9.30-12.30 e 15.30-18.30) fino al 15 aprile.
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