Il trionfo del colore e dei materiali
Al Centro Muratori i lavori di Baldaccini, Carretti, Ghidoni, Imbriale, Policarpo e Vassena
MODENA. Pittura e non solo, come campo di analisi in direzione astratta e informale: la mostra di sei artisti, da domani, al Centro Studi Muratori, delinea un'arte capace di relazioni tra diversi linguaggi che non si fermano al colore, ma si nutrono pure di materiali di scarto, come nelle opere di Angelo Baldaccini che trovano relazioni con vicende del mondo. Sono pezzetti, che hanno valore di esperienza anche lavorativa, a dare carattere di senso alla composizione, come “Ecce Homo”, con la scritta “I.N.R.I.”, con l'immagine di Cristo, croce e una catena spezzata per indicare la liberazione dal peccato. Tutto si fa racconto, pure in “abuso di stelle”, “segni e fiori”, “armonia di notte”. Una composizione di struttura geometrica consente a Marco Carretti di mantenere una limpidezza cristallina. Le griglie di concentrazione di forme razionali, alle quali campiture cromatiche fanno perdere rigidità, si sviluppano in simbiosi e formano una scacchiera che accoglie l'immagine di lune, lettere dell'alfabeto e numeri, come elementi di purificazione, di purezza matematica. In uno spazio di stupore si manifestano gli “universi” di Gian Pietro Ghidoni, che si connotano di sensi arcani. Il colore aspira a rivelare la germinazione delle cose, a rintracciare gli elementi della creazione, il processo delle mutazioni delle cose. Abili gli innesti cromatici che creano trame di mobilità, motivi che contribuiscono ad alimentare l’immaginario. Fremiti di colori corrono nelle opere di Luigi Imbriale che mira all'essenza delle cose, in un tessuto cromatico squillante che pare muoversi in un vortice di flussi emotivi. Ricca è la tavolozza di sonorità timbriche che pare assecondare il tumulto dei sensi, gli aneliti di vita interiore delle forme, attraverso “un libero segno in libero colore”. Mandolini e altri strumenti musicali nelle tele di Vincenzo Policarpo che sostiene, con figure a brandelli e oggetti, il senso del mutarsi, del divenire e della fugacità della vita. Quelle corde, con le loro risonanze infinite, si fanno sospiro, sinfonia, tormento ed estasi, sembrano toccare intimamente il vissuto dell'artista, deluso dall'asperità di toccanti esperienze. Miti, leggende e civiltà mediterranee rievoca la Vassena con le sue piramidi, dove immagini di memoria culturale riconducono a figure, scene di ricchezza di vita remota. Opere aperte a relazioni con la storia antica, nel riconoscimento del suo valore nel tempo, su cui si fonda la cultura del nostro tempo. Informale è il fondo marino, con inviti ad immergersi nelle acque di Sardegna, di cui l'artista è originaria.
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