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Nevruz si racconta: ecco il terzo album di «ritrovata libertà»

Nevruz si racconta: ecco il terzo album di «ritrovata libertà»

SAN PROSPERO. Si intitola “Il mio nome è Nessuno” il terzo e nuovo album indipendente di Nevruz e che contiene una quindicina di brani. Contemporaneamente all’album è stato lanciato il video del...

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SAN PROSPERO. Si intitola “Il mio nome è Nessuno” il terzo e nuovo album indipendente di Nevruz e che contiene una quindicina di brani. Contemporaneamente all’album è stato lanciato il video del singolo “Ibrida”, un brano dal groove hip-hop e fortemente contaminato dal pop-rock. “Il mio nome è Nessuno” è una esplorazione di stili e contaminazioni sonore, un emporio della musica, un museo nel quale celebrare l’incontro e la pace tra generazioni: un percorso di riscoperta dei maestri interiori e di quelli artisticamente di riferimento. Prodotto da Alberto Benati dei Ridillo, l'album è stato pubblicato da Molto Recordings.

Nevruz, il tuo terzo album da cosa si differenzia dai precedenti?

«È un'opera molto più completa e rappresentativa di tutto il mio mondo artistico mentre nei precedenti ho dato vita solo ad una parte. Questo mio terzo album è sicuramente molto più cantautorale rispetto a quello precedente, ha ben 18 tracce e si può dire che sia quasi un doppio album e ce n'è per tutti i gusti e generi musicali».

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Come mai questo titolo?

«Beh, c'è una chiara citazione all'Odissea ne il viaggio di Ulisse , ma non solo . " Il mio nome è Nessuno " è il titolo di un film spaghetti western con protagonisti Herry Fonda e Terence Hill . L'allievo tutta la vita rincorre il suo maestro, il suo punto di riferimento, imitandone le gesta , fino ad incontrarlo proprio quando lui vuole uscire dal West. L'allievo non permetterà che lui lasci il West senza prima compiere l'ultima grande impresa, affinché tutti i libri di storia ne parlino, affinché il suo maestro diventi finalmente una Leggenda».

È stato pubblicato dall'etichetta modenese Molto Recordings. Come è nata questa collaborazione?

«Dopo il terremoto nel caos più totale ho cominciato a creare i brani di questa terza opera fino a realizzare una pre produzione di circa 40 di brani, Grazie all'amica Simona Giorgis portai il mio lavoro alla Molto Recordings e piacque molto anche a loro. Tornai poi in etichetta dopo aver incontrato Alberto Benati dei Ridillo al quale feci sentire i brani e si adoperò per produrre l'album. E' un' etichetta conosciuta per i suoi grandi successi nella Dance ma io ho portato qualcosa di diverso da tutto quello che già curavano. Poi mi colpì moltissimo la loro frase : Nevruz, finalmente firmerai la tua Libertà».

Al disco hanno collaborato accreditati strumentisti. Chi sono?

«Ne cito giusto alcuni: dai Runaway Totem a Cristian Capiozzo, figlio di Giulio Capiozzo degli Area; da Leonardo Caligiuri a Stefano Carrara; da Marco Cecioni e Lino Ajello de Il Balletto di Bronzo. Poi il Dj Luca Cassani , il Rapper Michele Bro e tantissimi altri artisti e musicisti già parte del collettivo Le Ossa».

Insieme all'album è uscito il singolo “Ibrida”. Perché questa scelta?

«Ibrida è una scommessa, un brano straordinario e rappresentativo, che ha una sua identità, pur attingendo a due generi opposti come l'hip hop ed il rock. Unendosi in modo originale generano qualcosa di molto particolare ed unico, molto bello anche il video».

Hai iniziato il tuo tour in modo originale: le date vengono annunciate con un tam tam digitale con whatsapp. Come mai?

«Perché ci siamo accorti che il più delle volte, quando si crea un evento sui social , così social poi non è. Con il tam tam su whatsapp le persone si sentono più coinvolte, il contatto è più cordiale e diretto. Questa è stata un'idea di Alessandro Scorsiroli di Fadas Ludarts, mio attuale Manager , che da buon napoletano riesce a rendere ogni cosa cordiale ed unica».

Dopo X-Factor hai tentato una tua strada, poi hai capito che bisognava impostare la voce. A chi ti sei affidato?

«Ho voluto fortemente la libertà. Potermi esprimere liberamente era da sempre quello che volevo e nelle situazioni precedenti non mi era stato del tutto concesso. Negli anni ho potuto acquisire molte tecniche e l'ho fatto con validissimi professionisti».

Nicola Calicchio
 

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