Gazzetta di Modena

Eleonora Abbagnato debutta a Modena con il suo “Puccini”

di Maria Vittoria Melchioni
Eleonora Abbagnato debutta a Modena con il suo “Puccini”

MODENA. Due serate per una prima. Eleonora Abbagnato torna a Modena per presentare la nuova produzione “Puccini”, stasera e domani alle 21 al teatro comunale Pavarotti. L’atteso balletto é presentato...

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MODENA. Due serate per una prima. Eleonora Abbagnato torna a Modena per presentare la nuova produzione “Puccini”, stasera e domani alle 21 al teatro comunale Pavarotti. L’atteso balletto é presentato in prima italiana grazie a una coproduzione italo francese fra Daniele Cipriani Entertainment e la compagnia di Julien Lestel, che firma la coreografia. Lo spettacolo vedrà la partecipazione stasera di Michele Satriano, solista del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma, e domani 5 aprile di Sebastian Melo Taveira, conosciuto per la sua partecipazione alla trasmissione “Amici” di Maria de Filippi. Abbiamo incontrato l’étoile impegnata nelle ultime prove prima della partenza per arrivare nella nostra città.

Ancora una volta Modena come luogo nel quale far debuttare una produzione. Questa scelta è condivisa da molti altri artisti. Il pubblico di Modena è davvero così probante come test per le nuove produzioni? Se sì, perché?

«Modena ha una lunga tradizione teatrale e un pubblico esigente, molto competente. Logico che rappresenti un banco di prova ideale per le nuove produzioni».

Tra le eroine pucciniane qual è quella che le è entrata più dentro?

«Probabilmente quella che sento più vicina è Tosca per il suo modo di porre l’amore al di sopra di tutto».

Un aggettivo per Tosca, uno per Mimì e uno per Manon che descrivano le caratteristiche di queste donne.

«Difficile delineare con un aggettivo le tre protagoniste pucciniane perché presentano tratti comuni. Così d’impulso definirei Tosca appassionata, Mimi tenera, Manon incantatrice».

Con lei sul palco ci sarà anche Sebastian Melo Taveira conosciuto per la trasmissione “Amici” di cui lei è stata uno dei giudici. Crede che i talent siano una scorciatoia verso il successo saltando la famosa gavetta, o possano davvero aiutare talenti inespressi a trovare la propria dimensione artistica?

«I talent show possono servire a diffondere la danza e possono costituire un primo passo verso il successo, ma non penso che potranno mai sostituire la gavetta in teatro».

Ormai il rodaggio come direttrice del Balletto dell'Opera di Roma è terminato, e la sua nuova carriera è avviata. Come si trova in questo ruolo? Quali sono le difficoltà che incontra e quali sono stati i suoi più bei traguardi finora raggiunti?

«Sono felice di questo ruolo e mi trovo bene. In tutti i teatri in Italia e all’estero ci sono difficoltà spesso legate ad aspetti economici, per fortuna a Roma l’affluenza e l’affetto del pubblico sono stati per molti spettacoli, al di sopra di ogni aspettativa, tanto da far registrare un record di incassi. Questo per esempio è stato un bellissimo traguardo, così come quello di aver portato coreografi e balletti mai rappresentati».

Proprio per questo suo nuovo ruolo è stata inserita da Forbes tra le 10 donne più influenti in Italia. Che segno vuole lasciare con questo ruolo dirigenziale?

«Naturalmente mi fa piacere che Forbes mi abbia inserita nelle 10 donne italiane più influenti. Per quanto riguarda il mio ruolo a Roma, lo scopo è di riportare il corpo di ballo del teatro ai fasti del passato e di contribuire quindi a un più generale rilancio della danza nel nostro paese».
 

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