Gazzetta di Modena

MODENA 

Casetti, le figure di noia esistenziale

Alla galleria Ranarossa 3.0 i dipinti magmatici dell'artista forlivese 

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Una materia fatta di oli, vernici industriali, bitumi, smalti ad acqua caratterizza le grandi opere di Alessandro Casetti, fino a domenica, a Ranarossa 3.0. L'artista, che «ci racconta - sostiene Alessandra Redaelli - la sua idea di mare», gioca sul carattere di senso dell'immagine, spesso femminile, che pare offrire il volto di macerazioni interiori, in uno stato d'animo pensieroso e solitario ma anche in uno sguardo di seduzione, in scene di dialogo amoroso o amicale. Non un moto di disperazione o di ribellione, perché tutto si consuma nell'intimità che il forlivese fa affiorare con un pittura magmatica, riverberi cromatici. Da qui “aMARE mutazioni”, titolo della mostra, dove le figure manifestano un'attesa, aneliti ad esprimere il carattere insensato, assurdo dei gesti quotidiani, sempre uguali, la noia esistenziale.



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