Gazzetta di Modena

Recital sulla Grande Guerra Bubola apre l’Altro Suono

Recital sulla Grande Guerra Bubola apre l’Altro Suono

“Il testamento del Capitano” è il titolo del concerto in programma stasera alle 21 E alle 18, nel Ridotto, Longhi e Calafiore leggono brani dal romanzo del musicista

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MODENA. Si apre oggi, alle 21, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena, l’Altro Suono festival con un concerto del cantautore Massimo Bubola dal titolo “Il Testamento del Capitano”.

Figura di spicco della musica d’autore italiana, poeta, musicista e scrittore, Bubola ha al suo attivo venti album che tracciano un percorso unico nella letteratura musicale del nostro Paese. Già alla fine degli anni Settanta crea una poetica che si ispira alla tradizione della musica popolare e alla poesia contemporanea, arrivando a maturare una formula musicale ricca di suggestioni letterarie che influenzerà la scena italiana a cominciare da Fabrizio De André, con cui scrive successi come Hotel Supramonte, Franziska, Don Raffaè, e Fiorella Mannoia, interprete del suo Il cielo d’Irlanda. Lo spettacolo “Il Testamento del Capitano”, nato nel 2014, è dedicato al centenario della Grande Guerra, e affiancherà all’esecuzione musicale, con brani originali e canzoni riarrangiate dal repertorio tradizionale, interventi sulla memoria storica del conflitto. Insieme al cantautore si esibiranno a Modena Enrico Mantovani alle chitarre, Thomas Sinigaglia alla fisarmonica, la cantante Lucia Miller, Alessandro Formenti al basso e Virginio Bellingardo alla batteria e percussioni. Massimo Bubola è tornato, nella primavera del 2014, a una delle sue grandi passioni: il folk e le canzoni della Grande Guerra con “Il Testamento del Capitano”, nel centesimo anniversario del conflitto mondiale.

Suo secondo album di studio dedicato a questo argomento dopo Quel lungo treno del 2005, anche questo disco abbraccia canzoni storiche e brani inediti, scritte da uno dei massimi autori italiani. Nel suo lavoro di ricostruzione storico-filologica Bubola riprende, con uno stile legato al folk-rock elettroacustico di cui è maestro e precursore in Italia fin dagli anni Settanta, brani che nei testi riprendono i temi della Grande Guerra e musicalmente le melodie più note del repertorio. L’intuizione e l’intenzione dell’autore è quella di riportare alla visione individuale un antico repertorio corale coprendo una tappa significativa nella salvaguardia di una parte rilevante del nostro patrimonio folk e delle radici musicali e letterarie italiane. Nello spettacolo ci sarà spazio anche per i suoi grandi classici legati alle tematiche della Guerra come Fiume Sand Creek, Andrea, Quello che non ho. Il cantautore introdurrà le canzoni e coglierà l'occasione per un inquadramento storico antropologico della Grande Guerra, parlando di molti aspetti: dai trasferimenti, alla vita di trincea, delle paure, dei sentimenti, delle lontananze, e delle malinconie dei soldati, usando un linguaggio semplice, ma fortemente emotivo, illustrando il grande e drammatico scenario per raggiungere anche un pubblico di neofiti e con scarsa conoscenza di quegli eventi.
 

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