Gazzetta di Modena

Modena. Da “1984” ai social media l’indagine di Matthew Lenton

Modena. Da “1984” ai social media l’indagine di Matthew Lenton

In scena la nuova produzione di Ert diretta dal pluripremiato regista britannico che sottolinea l’attualità del romanzo di Orwell e il pericolo di un controllo totale

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MODENA. Da oggi (alle 21) al 22 aprile al Teatro delle Passioni di Viale Carlo Sigonio 382, va in scena “1984” di George Orwell, adattamento e traduzione Matthew Lenton (anche regista) e Martina Folena e con: Luca Carboni, Eleonora Giovanardi, Nicole Guerzoni, Stefano Moretti, Aurora Peres, Mariano Pirrello, Andrea Volpetti. Emilia Romagna Teatro Fondazione sceglie per la sua nuova produzione, con il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, il pluripremiato regista britannico Matthew Lenton, direttore artistico e fondatore della compagnia Vanishing Point con sede a Glasgow, già insegnante presso il Royal Conservatoire of Scotland e primo regista britannico ad aver lavorato all’Ecole des Maitres presso lo stesso CSS di Udine. Lenton dirige un cast di attori italiani e si confronta con il celebre romanzo di George Orwell, 1984. Scritto quasi di getto nel 1948, al centro di 1984 di George Orwell vi è la vicenda di un comune funzionario di partito, Winston Smith, impiegato al Ministero della Verità dello stato-continente Oceania; il pianeta dopo un lungo conflitto è infatti diviso in tre grandi stati totalitari, Oceania, Eurasia ed Estasia. Winston per lavoro ogni giorno rettifica libri e quotidiani già pubblicati, modificando la storia e inverando così l'infallibilità del “leader” del paese, il Grande Fratello. In Oceania infatti qualsiasi opinione, gesto, sentimento o desiderio è strettamente controllato e indirizzato, grazie a teleschermi-spia, delazioni, riti di “sfogo” collettivo e una sistematica riduzione del linguaggio e del pensiero. Winston però tradisce e, in segreto, tiene un proprio, “veritiero”, diario, attività severamente vietata dal regime: ogni mattina, in un angolo forse non osservato della sua stanza, appunta con la sua mano sulla carta il ricordo di ciò che nel mondo accade. A partire da un’indagine sulla verità e sulle diverse forme di controllo del pensiero attraverso i mezzi di comunicazione di massa, nel suo 1984 Lenton mette in luce quanto Orwell sia attuale oggi più che mai: in un mondo costantemente sorvegliato, quanto è improbabile che le autorità arrivino a controllarci del tutto? Non andare su Facebook, non andare su Twitter, non usare gli smartphone. Essere presente, camminare nelle strade e parlare con le persone che si incontrano. Uscire da tutto questo sistema virtuale e vivere. I social-media costringono a un pensiero binario: bianco o nero. Un pensiero che ha mandato in crisi tutta la società liberale e le sue abitudini di “correttezza politica”. Un pensiero che influenza i nostri sentimenti, per indirizzare così le nostre opinioni sulla realtà. La grande forza dei social-media sta negli algoritmi. Sono un fac-simile di un sistema neurale, ma capace di processare un'enorme quantità di dati con lo scopo di incrociarli e carpire ciò che, in modo apparentemente naturale, ogni persona preferisce. Quest'abilità rende i social-media il più sofisticato ed efficace mezzo di persuasione e manipolazione del pensiero che oggi esista. A vantaggio di chi? Questi i dubbi da cui è partito Matthew Lenton: allora diventa cruciale saper guardare ai fatti e saper costruire un dibattito intorno a essi.
 

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