Gazzetta di Modena

Lotta politica senza quartiere anche in chiesa e... in edicola

Lotta politica senza quartiere anche in chiesa e... in edicola

Berlinguer contro i fotoromanzi, il vescovo rinnova la scomunica del Pci

5 MINUTI DI LETTURA





Segue da pag. 19

Anche “Noi donne”, che era nato nel 1944, e che vendeva 600.000 copie grazie alla diffusione militante, pubblicava fotoromanzi.

Ma c’erano anche settimanali per ragazzi.

Il “Corriere dei Piccoli”, ad esempio, e “Il Vittorioso” (fondato nel 1937), con le illustrazioni di Benito Jacovitti, venduto anche e soprattutto nelle chiese.

Nel dopoguerra il PCI, e la sinistra in genere, tentarono un’operazione simile, pubblicando, dall’inizio dell’ottobre 1949, “Il Pioniere”, un settimanale che voleva soprattutto arginare il successo del “Vittorioso”, con scritti e disegni del grande Gianni Rodari, che inventò “Cipollino”.

Il primo albo di “Tex” è uscito a settembre del 1948, scritto (come sarà per molti anni) da Giovanni Luigi Bonelli e disegnato da Aurelio Galleppini

Ma c’erano anche “Flash Gordon”, “Cino e Franco” e “Mandrake”, fra i personaggi a fumetti più famosi di sempre in tutto il mondo e particolarmente in Italia, dove nacque anche il modo di dire "non sono mica Mandrake" per indicare l'impossibilità a fare qualcosa.

Ma torniamo a Modena, dove accadono avvenimenti non piacevoli, ma fortunatamente non gravi.

Siamo agli inizi di luglio.

A San Lazzaro un insolito incidente, che per fortuna non ha avuto spiacevoli conseguenze, ha messo in subbuglio un caseggiato. “La signorina Laura Rentani, abitante in Via del Gambero, stava recandosi a trovare una famiglia di conoscenti e come sempre, per abbreviare la strada, anziché scendere le scale per risalire dalla parte opposta della casa, usciva dalla finestra posta al primo piano per raggiungere il vicino appartamento attraverso il tetto in “eternit” di un capannone sottostante. Ma la ragazza, nel fare il salto dalla finestra alla terrazza, sfondava il piano di “eternit” e precipitava al sottostante pianterreno in mezzo alla polvere dei calcinacci provocando urla di raccapriccio delle numerose persone che stavano affacciate alle finestre per godersi dopo cena un poco di ventilazione”.

Fortunatamente solo leggere escoriazioni alle gambe e alle braccia guaribili in 5 giorni.

È andata bene anche ai Giardini Pubblici.

Due vacche maremmane scappano dallo stallo in Via Paolo Ferrari e corrono dentro ai Giardini Pubblici. Si chiudono immediatamente i cancelli. Il problema era come catturarle, perché non era possibile avvicinare le mucche infuriate. Un brigadiere pensa di mettere in pratica uno stratagemma: fa portare altre vacche legate con corde sperando che le due bestie si unissero alle compagne. Niente da fare. Bisognerà abbatterle a colpi di mitra. Finisce così la “corrida”.

Invece in Panaro vicino a Vignola c’è la tragedia.

Una ragazza di 15 anni va a fare il bagno e a prendere il sole con la domestica e i suoi figli di 12 e 8 anni. Il più piccolo all’improvviso scompare dalla vista dentro l’acqua. La ragazza corre in suo aiuto, e viene anch’essa inghiottita dalle acque. La domestica, disperata, si tuffa per salvarli, ma dopo essere riuscita ad afferrare il figlio sparisce nel gorgo.

Un operaio che setacciava ghiaia poco distante si tuffa e riesce a trarre a riva la signora e il figlio. Ma per la ragazza purtroppo non c’è niente da fare.

Ma anche se è estate la politica continua ad agitare gli animi.

Il 28 luglio la “Gazzetta” pubblica una notificazione dell’Arcivescovo di Modena Cesare Boccoleri al clero modenese circa la scomunica del Comunismo.

“Venerabili Confratelli, facendo seguito alle ingiunzioni fattevi nell’ultimo numero del Bollettino del Clero, in rapporto alla condanna del Comunismo ed alle sanzioni contro i fedeli che scientemente e liberamente vi aderiscono, ne professano e propagano le dottrine o collaborano alla stampa comunista, la leggono e diffondono, facciamo viva raccomandazione a tutti i RR. Parroci e Rettori di Chiese di spiegare bene ai loro fedeli la portata e le conseguenze pratiche della condanna.

A questo scopo vi invitiamo a sviluppare in domeniche successive la dottrina canonica e morale sui seguenti punti:

A) La condizione dei fedeli che liberamente e scientemente aderiscono al comunismo o ad associazioni paracomuniste.

Il fatto dell’adesione costituisce colpa grave; quindi:

a) se il caso è occulto il fedele che ha commesso la colpa va trattato come ogni altro penitente;

b) se il caso è pubblico e notorio, il fedele è nella condizione di “pubblico peccatore”. A questo riguardo si spieghi la condizione del pubblico peccatore circa 1) l’ammissione ai Sacramenti; 2) la sepoltura ecclesiastica; 3) il riceverli nelle pie associazioni.

B) La proibizione dei libri, dei giornali e dei periodici comunisti. C) La condizione dei fedeli che professano o propagano il comunismo.

Vi invitiamo infine ad unire la vostra preghiera e la preghiera dei buoni alla nostra preghiera, affinché il Signore illumini i fratelli traviati forse più per circostanze d’ambiente e di cultura che per malizia. Vi benediciamo di cuore”.

Un giornalista va all’Anagrafe, e controlla le nascite.

“Il lavoro non è troppo intenso. Si potrebbe dire, in un certo senso, che in Italia ci si continua a sposare quasi come prima, a morire quasi come prima, ma a nascere un poco meno di prima, e per prima si può intendere tanto il 1914 come il 1946, e cioè prima e dopo le guerre … Nel 1939, anno anteguerra, nella nostra città sono state registrate le nascite di 938 maschi e di 885 femmine. Nel 1944 sono stati registrati 603 maschi e 609 femmine, ma c’era la guerra. Nel 1946 sono stati registrati 1070 maschi e 1014 femmine. Ma poi, dopo l’euforia del primo momento, ci siamo avviati alla normalità. Le nascite sono notevolmente diminuite, e continuano a diminuire. Nel 1948 sono stati registrati 959 maschi e 832 femmine. Da queste cifre appare un particolare curioso. A Modena, contrariamente a quanto accade in molte altre città, nascono generalmente più maschi che femmine … Una curiosità. Negli ultimi giorni di dicembre nascono, stando ai registri, pochissime bambine. Al contrario ne nascono molte nei primi giorni di gennaio. Sono le madri previdenti che, facendola in barba alla statistica, denunciano la nascita in ritardo di alcuni giorni, riuscendo così a togliere un anno di età alle figlie, pensando al futuro”.

Chiudo questa puntata parlando di razzismo.

La “Gazzetta” pubblica un lungo articolo sulla nostra emigrazione all’estero, e loda i nostri lavoratori in Venezuela. “I nostri lavoratori in terra venezuelana scrivono che veramente guadagnano e godono della massima libertà loro concessa da quel Governo democratico. Una sola voce di grave lamentela, e che davvero rattrista il cuore, ci giunge spesso dalle molte spose che colà insieme ai figli hanno seguito il marito. Non poche infatti scrivono lettere accorate e lamentano il grave fatto che i loro figli non hanno una scuola italiana e si rifiutano di andare a scuola coi neri e mulatti venezuelani. Qualche mamma ha inviato i figli alle pubbliche scuole venezuelane, ma se li è visti ritornare a casa quasi spaventati per la vista di quei moretti seminudi che si allineavano sui loro stessi banchi”.

Il titolo dell’articolo era: “Ai bimbi italiani non piace avere un negretto per compagno di banco”.

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

(23, continua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google